Gazzetta di Modena

Baldessari trasforma in arte il vetro riciclato e crea capolavori luminosi

PAOLA DUCCI
Baldessari trasforma in arte il vetro riciclato e crea capolavori luminosi

L’artista di Campogalliano svela come nacque la sua passione «Tutto cominciò da un lampadario caduto e rotto in mille pezzi» 

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l’intervista

PAOLA DUCCI

«Tutto cominciò otto anni fa quando in casa cadde un lampadario di Murano e mentre dispiaciuto raccoglievo i cocci, improvvisamente ebbi un’idea. Così non buttai i vetri rotti, ma li smussai e levigai per ricomporli con una tecnica adesiva di incollaggio, ridando loro nuova forma e vita».

È questa la genesi dell’ispirazione artistica di Carlo Baldessari, l’artista di Campogalliano dell’opera “Natività della luce” ovvero un presepio a grandezza naturale, interamente in vetro riciclato, esposto in questi giorni, e fino al 31 gennaio, nella centralissima Chiesa del Voto di Modena. Un’opera che sta ricevendo grande apprezzamento in città e migliaia di visitatori.

Carlo Baldassari, artista apprezzato e richiesto in tutto il mondo, le cui opere diventano spesso corpi illuminati grazie all’applicazione al loro interno di una fonte luminosa, crea sculture, gioielli e oggetti di vario genere in cristallo e vetro riciclato recuperato dalle vetrerie e dalle fornaci del territorio, dai maestri vetrai di Murano, dai demolitori di auto e dai mosaici ceramici.

Da chi ha appreso questa tecnica?

«Dalla mia precedente professione. Per 30 anni ho fatto l’odontotecnico. Da lì ho imparato ad utilizzare alcuni strumenti che smussano e levigano le superfici che tutt’ora utilizzo per lavorare il vetro».

E l'idea di realizzare una Natività?

«E stata di Maria Carafoli, direttrice di Modenamore, che alla fine dell’estate venne da me e mi chiese se mi andava di realizzare una scultura che si ispirasse al presepio classico ma che potesse essere nello stesso tempo un’opera- simbolo in cui fosse protagonista la luce, visto il significato del Natale e il periodo buio che stiamo attraversando».

Lei come reagì?

«Ne rimasi sorpreso ma nello stesso tempo lusingato. Mi resi subito conto della difficoltà di realizzazione ma accettai l’incarico volentieri e mi misi al lavoro iniziando a realizzare gli elementi che avrebbero composto la “Natività della luce” con la sacra famiglia a grandezza naturale, un angelo stilizzato e un cero a richiamo si dell’elemento religioso che preannuncia la risurrezione ma anche a suggello dellae vera protagonista dell'opera, ossia la luce».

Era la prima volta che si cimentava nella realizzazione di un’opera religiosa? «Si, anche se ho in cantiere un grosso progetto con la CEI e il Vaticano. La difficoltà più grossa fu nella realizzazione di Maria. Avevo bisogno che il vetro si adattasse a quelle forme tonde tipiche dell’abbraccio materno. Ho scelto allora di rappresentarla leggermente china in avanti con le braccia semi conserte che esprimono la tenerezza di una madre che culla il suo bambino. Grazie poi all’inserimento della lampada all’interno della scultura sono riuscito a creare un gioco di luci e ombre che regalano dolcezza al volto di Maria».

Utilizza vetro riciclato: che valore ha per lei la sostenibilità nell’arte?

«Importantissimo, mi permette di coniugare il rispetto per l’ambiente con la capacità di recuperare e reinventare nell’ottica di quel processo virtuoso che è l’economia circolare. Parte del mio lavoro è quello di ridare nuova vita ai pezzi di vetro che finirebbero per essere gettati».

Progetti per il futuro?

«Mi auguro che nel 2021 possa partire il progetto con la CEI : 12 apostoli a grandezza naturale con la caratteristica che ciascun apostolo avrà all’interno della statua una fusione in oro del simbolo iconografico che lo rappresenta. Per esempio per S. Pietro saranno le chiavi del Paradiso. Con le 14 statue dovrebbe poi concretizzarsi una mostra itinerante tra le più importanti basiliche di tutta Italia. Una mostra a Palazzo Santo Stefano a Padova e un trofeo per una gara Ferrari su strada il cui percorso sarà da Roma a Capo Nord».

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