Gli 80 anni di Joan Baez fra canzoni, attivismo e i suoi quadri in mostra
new york. Joan Baez celebra oggi 80 anni imboccando con decisione la sua seconda carriera: dalla musica alla pittura. La regina del folk e della canzone di protesta sarà la protagonista virtuale di un ricevimento in onore della mostra “Mischief Makers 2” aperta fino al 14 febbraio in una galleria di Mill Valley in California. Tanti ritratti di personaggi iconici al lavoro per fare del mondo un posto migliore: tra questi la vicepresidente eletta Kamala Harris, l’epidemiologo Anthony Fauci, ma anche l’attivista contro il climate change Greta Thunberg, la cantante Patti Smith e il campione di football e attivista BLM Colin Kaepernick.
Ballate folk e spirito popolare, diritti civili e condanna per ogni forma di discriminazione: in più di mezzo secolo di musica e militanza Joan Baez, tra i fondatori della sezione americana di Amnesty International, ha cantato tutto questo, divenendo non solo la voce femminile più celebre e impegnata degli anni 60, ma anche il simbolo di un momento storico.
Padre di origine messicana, fisico e professore al Mit, madre scozzese, Joan aveva mosso i primi passi in musica alla fine degli anni 50. La prima a registrare canzoni di Bob Dylan, che aveva preso sotto la sua protezione e con cui aveva avuto una tormentata relazione sentimentale, Joan ha prestato la voce a brani iconici che hanno accompagnato le proteste contro il razzismo e la guerra del Vietnam. Una sua versione di “We shall overcome” alla marcia del 1963 a Washington in cui Martin Luther King pronunciò il discorso “I have a dream” è rimasta nella storia. Nel 1972, a Hanoi con una delegazione di pacifisti, rimase coinvolta nel “bombardamento di Natale” che per undici giorni tenne in ostaggio la capitale del Nord: a ricordo di quell’esperienza la traccia che dà il titolo all’album del 1973 “Where are you now, my son?” un brano di 23 minuti punteggiato dai rumori delle esplosioni registrati da lei nel bunker del Metropole Hotel.
Più di recente la Baez ha sostenuto le proteste contro l’invasione dell’Iraq, è salita sul palco con Nelson Mandela a Londra mentre il mondo ne festeggiava il 90° compleanno, ha lottato contro la costruzione in Dakota dell’oleodotto nella riserva Sioux. Due anni fa l’annuncio dell’addio ai concerti con un ultimo album, “Whistle down the wind” e un una tournée internazionale. —
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