De Giovanni SpA Lo scrittore diventa re della fiction di Rai1 È l’erede di Camilleri
“Mina Settembre” con Serena Rossi in onda da domani punta ai record ottenuti con i Bastardi di Pizzofalcone
Michela Tamburrino
De Giovanni asso pigliatutto. Dai romanzi di successo trasloca senza fatica verso la serialità di vasta audience, tre i suoi lavori in produzione per Rai1, record unico nel genere. Con un gioco di equilibrismo diplomatico che farebbe invidia a Richelieu, spiega come entra e esce da progetti diversi, dalle esigenze narrative differenti. Prendiamo il caso di Mina Settembre, protagonista Serena Rossi, regia di Tiziana Aristarco su Rai1 da domenica: «In questo caso non ho partecipato alla sceneggiatura, sicuramente ottima, tratta da due miei romanzi. Le esigenze narrative erano diverse e dunque professionalmente mi sono fatto da parte. Di Mina avevo solo due racconti usciti per Sellerio e alla produzione serviva un'evoluzione che io non volevo dare ai miei libri. Per Ricciardi invece la derivazione é diretta, dunque ho partecipato al lavoro tv. Esistono tutti i dodici romanzi da cui attingere a piene mani. Infine anche nei Bastardi di Pizzofalcone, i romanzi a supporto non erano sufficienti per abbracciare le due linee di racconto diverse, ma le sei puntate implicavano uguale coerenza narrativa e dunque ci ho lavorato».
Tradotto in 40 paesi, due milioni e mezzo di copie vendute, con tre libri nei primi cento dell'anno, De Giovanni é al momento il più amato tra gli autori italiani. Una specie di Camilleri di oggi? «Leggermente più in salute ma non troppo».
Ecco allora come é stata rivista Mina Settembre che contraddice l'imperativo di non toccare ciò che é già perfetto in natura. Prodotto dalla IIF di Fulvio e Paola Lucisano per RaiFiction, è la storia di un’assistente sociale che lascia il suo lussuoso studio borghese del Vomero a Napoli per trasferirsi in un consultorio nel centro e così assorbire gli umori della sua gente e rendersi utile. Solare, caparbia, pronta ad aggiustare quello che appare irrecuperabile, Mina al contrario non è capace di risolvere la sua vita privata. Separata da un uomo (Giorgio Pasotti) che l'ha tradita e non riesce a perdonare, è attratta da un nuovo dottore del consultorio (Giuseppe Zeno). Torna a vivere dalla madre, donna spigolosa e dall'ironia tagliente magistralmente interpretata da Marina Confalone. «Sono attaccatissima a Mina Settembre - dice Serena Rossi - si tratta del primo lavoro che mi é arrivato dopo Io sono Mia su Mia Martini. Per un anno é stata parte di me, sempre con quel cappottino rosso indossato stoicamente persino d'estate. Mi sono accordata con lei e lei ha tirato fuori buona parte di me come quella vena ironica tenuta a bada. È una donna spinta dall'amore e non si può non volerle bene. Ho imparato tanto da tutti, ho rubato il mestiere a Marina Confalone spiandola mentre faceva mia madre. L'autore dice che il problema numero uno di Mina è proprio la genitrice prepotente, amareggiata dalla separazione della figlia da un genero che adora ma nel prosieguo della storia la si scoprirà molto meglio di come appare». Coprotagonista Napoli, colta in tutte le sue sfaccettature e in tutti i suoi rumori, una manna per Rossi e Zeno, napoletani veraci, un po' meno per Pasotti che «ha dovuto assorbire quei ritmi». A proposito di assopigliatutto, anche Serena Rossi non è da meno: David di Donatello, Nastri d'Argento, la vittoria a Tale e quale Show, una scalata al successo iniziata vent'anni fa e perseguita con passione e fatica nonostante un bambino di 4 anni. E presto conduttrice per Canzone segreta, uno show di Rai1 a marzo. —
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