Gazzetta di Modena

la fondazione ha deciso 

Ert sceglie il nuovo direttore con un bando “originale” Stranieri fregati in partenza

Andrea Marcheselli
Ert sceglie il nuovo direttore con un bando “originale” Stranieri fregati in partenza

I candidati devono conoscere l’italiano scritto e parlato. E comunque il risultato della selezione pubblica può essere ignorato dal Cda 

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il caso

Andrea Marcheselli

Alla fine, è arrivato il bando. Dopo infiniti tentennamenti la Fondazione Emilia Romagna Teatro ha deciso di trovare il nuovo direttore con una selezione pubblica “non vincolante” pubblicata ieri nella “Sezione Amministrazione Trasparente” del proprio sito internet, con scadenza, per la presentazione delle candidature, entro il termine perentorio delle ore 13 del giorno 08/02/2021.

Verrebbe sinceramente da chiedersi perché non si sia andati in questa direzione fin dall’inizio, nello stesso momento in cui, ai primi di ottobre, era stato ufficializzato l’abbandono di Caudio Longhi alla guida di Ert, perdendosi nel tentativo, rivelatosi velleitario, di procedere, per l’urgenza generatasi, ad una chiamata diretta, ma solo dopo il passaggio definitivo del vecchio direttore al Piccolo di Milano.

Ora si è comunque in pesante ritardo, dato che dopo la scadenza occorreranno i tempi per la scelta dei massimo dieci candidati che dovranno presentare una propria “Traccia di Progetto triennale” su cui avverrà la definitiva selezione, peraltro non necessariamente conclusiva, giacché il bando sottolinea chiaramente come “La procedura di cui al presente avviso non vincola in alcun modo Emilia Romagna Teatro Fondazione che si riserva la facoltà di prorogare, sospendere, revocare o modificare il presente avviso o, insindacabilmente, non procedere alla nomina”.

È comprensibile il fatto che in questi atti burocratici si perpetuino modalità di prassi, ma in certi frangenti la sollecitudine rischia di diventare inderogabile.

Il bando pone poi come primo vincolo una “adeguata conoscenza della lingua italiana e di un’altra lingua dell’Unione Europea (preferibilmente inglese) parlate e scritte”; strano, perché esclude a priori che possa presentarsi un candidato di levatura internazionale proveniente dall’estero che, per esempio, potrebbe possedere un curriculum strepitoso ma una conoscenza limitata della nostra lingua (limite davvero irrecuperabile?).

Un ente teatrale del livello di Ert, protagonista in Europa e nel mondo, presente in progetti europei quali Prospero e Atlas of Transitions, non potrebbe concedersi un direttore straniero come accaduto ad alcuni dei nostri maggiori musei, dopo che evidentemente non si è individuato sul suolo italico un candidato di assoluta priorità? Accanto alle imprescindibili conoscenze e competenze professionali e culturali, che comprendono, giustamente, una “esperienza nell'interazione positiva con il tessuto culturale del territorio”, risulta invece abbastanza sconcertante il fatto che una laurea – preferibilmente specifica – sia considerata titolo aggiuntivo e non discriminante, quindi inferiore, come valore, ad una “adeguata conoscenza della lingua italiana”, tanto da non essere compresa nei requisiti richiesti nelle domanda di partecipazione. Che verranno vagliate da una “Commissione di Valutazione composta da esperti, con qualificate competenze in campo amministrativo, nel settore delle arti performative e di gestione delle attività teatrali, nominati dal C.d. A. La Commissione di Valutazione ... provvederà, anche in più sedute, ad una valutazione ... dei candidati tramite esame dei curricula”, per poi invitare i finalisti a presentare un proprio Progetto triennale.

In ultimo, la Commissione “trasmetterà al Consiglio di Amministrazione della Fondazione un elenco motivato delle candidature esaminate ritenute idonee al ruolo da ricoprire”. Il quale Cda però potrebbe anche non gradire alcuna di queste scelte, e allora… —

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