«Le Thelma & Louise del mondo nel nostro viaggio musicale»
Pavullo. Rita Marcotulli, Francesca Mazza e Angela Baraldi domani per “Teatri nella Rete”
intervista
Elena Pelloni
Il Cinema Teatro Mac Mazzieri di Pavullo apre le porte alla rassegna virtuale "Teatri nella rete" e porta in scena, domani alle 21, “Concerto per Thelma & Louise”, tratto dalla celebre pellicola di Ridley Scott. Francesca Mazza, attrice e regista, Rita Marcotulli, pianista e Angela Baraldi, cantante e attrice, saliranno sul palco pavullese a luci accese e platea vuota, nel rispetto dell’attuale normativa. Il pubblico è invitato a partecipare, streaming su www.teatrinellarete.it e i canali social di Ater Fondazione .
Rita Marcotulli, com’è stato portare in teatro un classico del cinema?
«L’idea è nata da Ater, in collaborazione con Francesca Mazza. Hanno deciso di omaggiare una grande storia come quella di Thelma & Louise. Quando poi hanno coinvolto anche me sono stata davvero entusiasta di poter condividere il palcoscenico con due grandi interpreti, quali Francesca e Angela, con le quali, per altro non avevo mai lavorato. Ho accettato con molto piacere, anche perché da musicista ho sempre ammirato le doti canore di Angela. Da jazzista compositrice quale sono, ho voluto pensare alla musica proprio assieme a lei, optando per brani anche conosciuti, ma dalla vena pop-rock. Nell’arrangiamento, poi, ho cercato di dare la sensazione del movimento, della strada».
Quindi un vero e proprio concerto?
«Non solo. Lo spazio del palcoscenico è stato infatti pensato per lasciare posto anche alle immagini. Verranno infatti proiettate su uno schermo una serie di fotografie e di suggestioni visive che aiuteranno lo spettatore a immergersi nella storia di Thelma e Louise, la quale parla appunto di un viaggio».
Un cast tutto al femminile.
«Sì. C’è da dire che la storia originale di queste due donne si svolge in America. Ma di Thelma e Louise ce ne sono un po’ in tutto il mondo. Forse anche Ater aveva l’idea di coinvolgere interpreti femminili per restituire una certa fedeltà alla storia e alle sensazioni provate dai personaggi».
Sarà difficile andare in scena a teatro vuoto?
«In questo periodo, duro per molti ma per il mondo dell’arte in particolare, riuscire a portare in scena uno spettacolo è già tanto. Bisogna portare pazienza e cercare di lavorare sul proprio percorso artistico. Sicuramente è importante cibarsi di bellezza e in questo l’arte aiuta molto. Non solo noi artisti, ma anche le persone che stanno vivendo mesi di angoscia. Per il resto c’è poco altro da fare, le regole sono queste e bisogna rispettarle».
C’è qualcosa che si porterà con sé dopo quest’anno?
«Molte cose, in realtà. Tra queste sicuramente l’aver capito che il mio, come molti altri, non è solo un mestiere ma un modo di esprimersi. Poi ho avuto modo di riscoprire la vita domestica. Stando a casa, mi sono accorta di quanto viaggiassi prima. È bello poter coltivare la propria sfera privata, nella quale è consentito fermarsi e dedicarsi a sé stessi e ai propri affetti. In questo senso è davvero il caso di dirlo: non tutti i mali vengono per nuocere». —
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