Gazzetta di Modena

i racconti di Giovanna Gentilini  

“La francese dagli occhiali rosa” storie di donne e di sentimenti

Paola Ducci

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Paola Ducci

In libreria da poco c'è “La francese dagli occhiali rosa”, un'antologia di dieci racconti sulle memorie, personali e collettive dell’autrice, artista e poetessa modenese Giovanna Gentilini per la cui attività artistica ha già ricevuto in passato importanti riconoscimenti. La Gentilini ha partecipato alla Biennale di Venezia con il libro d’arte “Il luogo della sapienza” e alcune delle sue opere sono alla Galleria civica e al Museo Civico d’arte di Modena.

Perché questo titolo?

«“La francese dagli occhiali rosa”, che è anche il titolo del primo racconto che apre il libro, nasce da un incontro che Aldo, mio marito, ed io facemmo ad Aix en Provence nel 2018 dove ci eravamo recati per andare a visitare l’Atelier di Paul Cézanne. Incontrammo una giovane donna che molto gentilmente ci propose di accompagnarci ad una pasticceria dove producevano meravigliosi dolci alla lavanda. La cosa che mi colpì è che indossava un curioso paio d’occhiali di colore rosa. Chiacchierando ci raccontò che aveva un appartamento in Sicilia, ci invitò ad andare da lei e ci disse “Quando sarete arrivati in paese, chiede della francese dagli occhiali rosa.” Così è nato il titolo del libro».

Il libro è un’antologia di racconti le cui protagoniste sono tutte donne. Qual è il file Rouge che le lega tra loro?

«Queste donne narrano esperienze, episodi, stagioni della loro vita che si svolgono in un tempo brevissimo, ore e giorni, o lungo anni, come nelle “Parole amate”. Donne di età diverse, ma ciò che le lega è l’aver posto al centro i sentimenti, il valore delle relazioni, l’amicizia e l’amore, il protagonista vero presente in ogni storia».

Quanto la poesia e la pittura sono entrate in questa scrittura narrativa?

«A livello formale la poesia è presente nel libro. Frasi brevi, ripetizioni di parole, posizione delle stesse che trasgrediscono le regole della sintassi, danno ritmo al racconto. E come il pittore si serve delle immagini per esprimersi e comunicare, io, in questo libro mi servo della parola per evocare immagini. Esse appaiono come sequenze di un film. Nei testi dipingo il corpo femminile che racconto usando parole rotonde, morbide e sensuali».

Che cosa ha determinato l’ambientazione spaziale dei tuoi racconti?

«Sono nata e vissuta a Modena, ma le origini della mia famiglia sono siciliane e ho viaggiato molto. Modena e la sua campagna sono state la culla della mia infanzia e della mia adolescenza».

Progetti per il futuro?

«Sto lavorando a un romanzo i cui avvenimenti si collocano tra il 1932 e il 1946 in Italia. Si basa su un carteggio di circa 300 lettere intercorso tra un giovane uomo e una giovane donna. Lavoro molto interessante anche dal punto di vista storico e poi non smetto di scrivere poesie». —

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