«Ragazzi, se marinate la scuola almeno venite a vedere il museo»
Il direttore scherza rivolgendosi agli studenti: «Qui si impara moltissimo» Tra i primi visitatori la ministra Azzolina. Una guida: «Commovente esserci»
Gabriele Rizza
Il direttore degli Uffizi di Firenze, Eike Schmidt, così come aveva fatto lunedì a Boboli, ieri mattina ha accolto i primi visitatori che dopo due mesi e mezzo attraversano le porte della Galleria.
Convenevoli a parte e rispetto delle norme di sicurezza imprescindibile (obbligo di mascherina, misurazione della temperatura, distanziamento) Schmidt non ha perso l’occasione per lanciare una proposta suo modo anche scherzosa: «Vorrei rivolgere un invito particolare al giovani, ai ragazzi fino ai 18 anni che godono anche dell’ingresso gratuito: se dovete proprio marinare la scuola, fatelo qui nel nostro museo. Che è un luogo dove si impara comunque moltissimo. La stessa cosa vale per il giardino di Boboli, che so essere un terminale privilegiato di chi fa forca. Questo non è solo un luogo bello, è anche un luogo della conoscenza e dell’identità». Un messaggio fra il divertito e il birichino, che non sappiamo quanto apprezzato e condiviso dal ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina che, accompagnata dal presidente della Regione Eugenio Giani, ieri ha visitato a sorpresa il museo. Il cerchio si chiude: Boboli (tutti i giorni dalle 8, 30 alle 16, 30 a gennaio e febbraio, dalle 8, 30 alle 17, 30 a marzo), Palazzo Pitti con la Galleria d’Arte Moderna, il Tesoro dei Granduchi e la Palatina, compresa la mostra sul restauro del dipinto di Raffaello “Il Papa Leone X e due cardinali”, mentre resta chiusa l’ala della Moda (dalle 8, 30 alle 18, 30, dal martedì al venerdì) e ora l’apertura più attesa. «Bentornati Uffizi dopo 77 giorni – ha detto Schmidt – una chiusura come non accadeva dalla Seconda guerra mondiale. La crisi non è ancora alle nostre spalle, ma quello che diamo è un segnale forte, l’importanza e l’accesso diretto alla cultura. In questa prima fase, con due cantieri ancora in corso, sarà possibile visitare le 40 sale del secondo piano, comprese quelle che ospitano “Esperimento su di un uccello inserito in una pompa pneumatica”di Joseph Wright of Derby in prestito dalla National Gallery, per il quale resta solo oggi perché la prossima settimana dovrà fare ritorno a Londra, e quelle dove è allestita la mostra “Imperatrici, matrone, liberte. Volti e segreti delle donne romane” che è stata prolungata fino a maggio. Siamo consapevoli che si tratta di una riapertura a passo ridotto e che in questo momento possono venire soltanto i fiorentini e i toscani, e allora continuiamo con la nostra programmazione sui social e sul web, con le nostre dirette il martedì e il venerdì dalle sale, e con le conferenze del mercoledì pomeriggio».
Non poteva esserci e non c’è stata ressa quando le porte del museo si sono aperte. Alla fine della giornata saranno 776 i visitatori, quasi la metà giovani sotto i 25 anni, un numero che lascia ben sperare per i prossimi giorni, sempre che sulla roulette della pandemia in Toscana esca ancora il giallo. Una guida turistica è stata la prima a varcare il portone. Le sue parole rivelano non solo il desiderio di un ritorno alla normalità che significa la ripresa del settore turistico così duramente colpito, ma anche la consapevolezza di appartenere a una società civile in cui il consumo culturale è parte integrante, non un fatto occasionale né tantomeno un optional. «È importante che riaprano i musei, le gallerie, le pinacoteche, per me è davvero commovente essere di nuovo qui, sotto questo loggiato, davanti a questa porta – ha detto - È come essere a casa. La cultura è fondamentale speriamo che questa curva epidemiologica ci permetta di tenere aperti i musei» . Dopo di lei, un’altra visitatrice, una signora cinquantenne, commenta con la stessa emozione: «Non potevo mancare, rivedere le mie opere preferite dopo tanto tempo, vuol dire rinascere, ritrovare l’armonia». —
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