“Questo vorrei dirvi” Le donne raccontano cosa fu l’orrore
Elisa Lolli e Gabriele Tesauri raccontano l’evento online dall’ex Sinagoga di Carpi
INTERVISTA
stefano sacchi
Il 27 gennaio è la Giornata della Memoria. E l’obiettivo di “Questo vorrei dirvi. Parole d’inciampo” è proprio quello di “far parlare” alcune donne che hanno lasciato scritti importanti sulla loro esperienza di prigioniere nei campi.
L’evento viene trasmesso in streaming domani sulla pagina Facebook di Fondazione Fossoli. Evento curato da Circolo Primo Piano, di Correggio e da NoveTeatro, di Novellara. Primo Piano è un circolo culturale di Correggio che, oltre alla realizzazione di un mensile, organizza eventi culturali con personalità importanti, da un anno a questa parte in modalità online. «Primo Piano per il 27 gennaio ha sempre organizzato un evento, il ricordo della Shoah è una delle tematiche a cui tiene di più» racconta Gabriele Tesauri, regista dello spettacolo e redattore di Circolo Primo Piano. Insieme a lui, lo spettacolo prende vita anche grazie alla regista e attrice Elisa Lolli e ad Alessio Tedeschi, musicista. Consiste nella lettura delle testimonianze lasciate da cinque donne, Liliana Segre, Lucia Finzi, Giuliana Tedeschi, Liana Millu, Lidia Beccaria Rolfi; lo spettacolo è stato registrato nella ex Sinagoga di Carpi. «Abbiamo deciso di dargli un taglio al femminile» spiega Elisa, che è proprio l’interprete di queste letture, mentre Gabriele avrà il ruolo del narratore, raccontando a grandi linee le vicende di queste donne, tutte italiane.
«Il tratto comune è il valore specifico della femminilità all’interno del campo. - prosegue Elisa Lolli - Mi interessava provare a dare un taglio non esclusivamente legato agli aspetti più conosciuti della deportazione».
Per questo anche la ricerca di testimonianze, oltre a quella di Liliana Segre, meno note al grande pubblico. Il titolo dell’evento è il risultato dell’unione di due componenti: da un lato la frase “Questo vorrei dirvi” riprende direttamente le parole di Liliana Segre; dall’altro “Parole d’inciampo” fa riferimento alle Pietre d’inciampo, l’importante iniziativa dell’artista tedesco Gunter Demnig per ricordare in tutta Europa le vittime della Shoah.
«La forza di queste testimonianze ti porta a sostenere l’emozione naturalmente, al di là della presenza o meno di un pubblico» spiega Gabriele. «Faccio sempre lo sforzo di pensare alle persone che sarebbero lì in presenza a teatro o il pubblico al di là dello schermo, nel momento in cui il video verrà proiettato. Provo a visualizzarli - racconta Elisa - Un problema di questo tipo di fruizione è che ci può essere la persona che lo guarda dal computer ma anche chi lo guarda dal cellulare, con uno schermo ridotto e l’audio che perde di qualità».
Insomma è necessario affidarsi a questi mezzi, sperando che la forza e l’emozione del messaggio non si perda.
L’evento sarà online domani alle 20,45 sul canale Youtube e sul profilo Facebook di Primo Piano e della Fondazione Fossoli di Carpi. —
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