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Anna Ferri racconta Basquiat e il ritratto di sua madre misteriosamente scomparso

Michele Fuoco
Anna Ferri racconta Basquiat e il ritratto di sua madre misteriosamente scomparso

Aliberti pubblica “Viaggio in Italia di un formidabile genio” storia del periodo modenese del grande artista di New York

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INTERVISTA

Michele Fuoco

È’ alla ricerca del ritratto di sua madre, realizzato nel 1982 da Jean-Michel Basquiat, la giornalista Anna Ferri che affida al romanzo “Basquiat. Viaggio in Italia di un formidabile genio” (Compagnia editoriale Aliberti, pp. 208, euro 14,90), da oggiin tutte le librerie e gli store online Basquiat, la storia di questo quadro che ha un altissimo valore artistico, commerciale e affettivo. Ferri ne aveva già parlato, in parte, lo scorso anno, in un racconto pubblicato sul Dondolo, casa editrice digitale del Comune, ricordando la prima mostra personale, nel 1981, del giovane talento americano, allora noto come Samo, presso la galleria di Emilio Mazzoli a Modena che lo aveva scoperto, nella notte di San Valentino, nella rassegna di 50 di artisti “New York/New Wave”, di Long Island. Nel 1982 Basquiat torna a Modena ma la mostra da Mazzoli non si farà, pur avendo realizzato il ritratto di Rossana Sghedoni, assistente di Mazzoli, raffigurata con accanto un casco di banane. Così la madre dell’autrice del libro diventa prima amica e poi modella dell’artista che, in poco tempo, assurge a fenomeno mondiale ma morirà, per overdose di eroina nel 1988, a soli 28 anni”. Una vita “lampo”singolare che si presta a narrazione particolare, anche per il “mistero” del ritratto modenese, non rintracciabile, che costa milioni di dollari.

Come ha impostato il racconto?

«C’è una parte romanzata ma fedele agli eventi. Storie immaginate e ricostruite attraverso certosine ricerche e pubblicazioni fatte, nell’ultimo anno, su Basquiat. Il romanzo è su due canali temporali: uno dei primi anni ’80, quando l’artista, prima di arrivare a Modena nella primavera del 1982, trascorre con due amici una vacanza, come ospite, a Roma; l’altro rimanda agli inizi del 2020, quando sfogliando la raccolta della Taschen, dedicata a Basquiat, ho trovato l’immagine di un’opera, firmata Modena 1982, con tutti gli elementi per essere il ritratto di mia madre, di cui non avevo foto e né ho mai visto l’immagine. Ho iniziato una ricerca per capire dove fosse il quadro, scrivendo a Bischofberger, il mercante e gallerista zurighese che si è occupato, degli inizi, della vendita delle opere di Basquiat, per ricostruire insieme un pezzo del percorso che il quadro ha fatto. Un bel viaggio che mi ha permesso di avvicinarmi a mia madre, scomparsa nel 2017, e di cercare di capire dov’è l’opera».

Dove è stato esposto il quadro l’ultima volta?

«E stato emozionante scoprire, grazie a Wainer Vaccari, l’opera nel catalogo della mostra collettiva, nel 1988, alla Galerie Thomas a Monaco di Baviera. Da allora, non si sa più nulla. L’ho cercato e lo cercherò ».

Pare che la vicenda si tinga anche di “giallo”?

«Potrebbero esserci due quadri. E’ spuntata una seconda opera molto più piccola. L’immagine me l’hanno spedita dalla galleria Bischofberger. Ma Mazzoli in quel formato non l’ha riconosciuta… Non si sa se fatta durante il periodo del “Diavolo nero”, l’autoritratto venduto all’asta per oltre 57 milioni di dollari».

Ma come nasce il ritratto? «Un casco di banane di fianco alla figura è un elemento di arte classica che Basquiat trova, nel 1982, presso un negozio di colori, in un catalogo dove si insegna a riprodurre un’opera classica. Così l’artista ha costretto mia madre a fare da modella. Ciò ritornava spesso nel racconto di famiglia».

La prefazione è del musicista Rodrigo D’Erasmo…

«Grande appassionato di Basquiat. Un testo non da critico d’arte per un libro anche emozionale. La copertina e le illustrazioni sono di Alessandro Baronciani , fumettista e illustratore». —



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