Gazzetta di Modena

il volume 

La storia di Nonantola e della sua gente nella raccolta di Moreali

patrizia cantusci
La storia di Nonantola e della sua gente nella raccolta di Moreali

“Aemilia” e “ArcheoNonantola” pubblicano con Colombini  un corposo volume che compila ventuno anni di storia locale

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IL RITRATTO

patrizia cantusci

Fascicoli, fotografie, dispense quali strumenti per raccontare un territorio. Dal 1956 al 1977 Giuseppe Moreali, nato a Sassuolo, medico a Nonantola, scrittore, antifascista attivo nella Resistenza, pubblicò “La Rivista dei Nonantolani” illustrando una società e un mondo rurale che amava molto.

Tanto da ritenere Nonantola, anni prima, durante la Seconda Guerra, luogo protettivo e accogliente per 73 ragazzini ebrei fuggiti dalle persecuzioni del nazifascismo. Con la collettività in prima fila per accudirli, sfamarli, istruirli.

E con il supporto imprescindibile del sacerdote Don Arrigo Beccari, al quale l’altruismo sarebbe costato duri e pesanti interrogatori dell’autorità fascista.

Era l’estate del 1942.

I giovani ebrei erano arrivati a Nonantola privi di tutto. Dopo trentasei ore l’alloggio per gli impauriti ospiti era pronto. Famiglie locali e seminario uniti, di concerto, per una partecipazione collettiva di solidarietà. Tale da trasformare “i fatti di Villa Emma” –dove quei giovani trascorrevano le giornate- in dicitura esplicita e diretta di un pezzetto di vissuto locale che, successivamente, avrebbe avuto vasta eco.

Anni dopo sarebbe stata divulgata la decisione di Israele di dichiarare Moreali e Beccari “Giusti tra le Nazioni”. Nel 1964 ebbe luogo la cerimonia di consegna del prestigioso riconoscimento, che prevede anche un albero piantato nel Giardino dei Giusti.

Giuseppe Moreali era tornato alla sua professione di medico già nell’immediato dopoguerra, ma la musica, la storia e la scrittura non smettevano di essere parte del suo sentire.

A metà anni Cinquanta pensò che una serie di pubblicazioni che raccontassero Nonantola sarebbero stati buon strumento di focus e coesione. La sua macchina per scrivere, racconteranno i famigliari, era il ticchettio che cadenzava i pomeriggi della domenica e quando la primavera si faceva più mite lo si poteva intravvedere, chino allo scrittoio, dalla finestra, dove la tenda era stata tirata via, leggera, mossa dal vento della campagna. Poi il ciclostile. Poi la colla per le fotografie (tra le quali la Battaglia di Nonantola nel 1643, il Coro, la formella del portale abbaziale prima del restauro). Era nato “Il Giornale dei Nonantolani”.

Oggi, per volontà dei nipoti Stefano e Silvia Moreali, le associazioni culturali “Aemilia” e “ArcheoNonantola” hanno fatto editare da Elis Colombini un corposo volume che compila ventuno anni di storia locale.

L’associazione vanta sessanta associati e con questa edizione “Fuori Collana” dà inizio ad un progetto di valorizzazione dei preziosi Archivi di Giuseppe Moreali e del figlio Giovambattista, illustre uomo di cultura, altresì medico a Nonantola, deceduto nel 2017.

Si sono alternati alla trascrizione dei testi Stefano Moreali, Massimo Baldini, Maria Luisa Reggiani, Giuseppe Serafini, Ruggero Piccinini, Maria Luisa Zambelli. Il volume è stato realizzato con la collaborazione della Fondazione Villa Emma. Ha il patrocinio del Comune di Nonantola e di Partecipanza Agraria.

L’evento di presentazione avrà luogo dopo il superamento dell’emergenza sanitaria. Sarà a cura di ArcheoNonantola, Aemilia e Polisportiva. —



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