Notte di temporale sulla Ghirlandina e la favola di mamma diventa un bel libro
Silvia Manfredini pubblica una storia nata in pieno lockdown «L’ho inventata per vincere la noia dello stare in casa»
ALICE BENATTI
«È una notte buia e tempestosa a Modena, e i fratellini Stanley e Sebastian Williams sono a dormire dai nonni. La nonna Adele stava stirando chiusa nella sua stanza segreta e il nonno Manfred stava guardando la TV a tutto volume. Nessuno li poteva sentire» – inizia così “Il temporale”, racconto misterioso (che si muove sullo sfondo della Ghirlandina) nato dall’immaginazione di Silvia Manfredini, professoressa di inglese al Liceo Musicale e della Scienze Umane.
Ma chi sono Stanley e Sebastian? E la nonna Adele? Manfred?
«La mia famiglia – spiega l’insegnante – anche se nella vita vera i miei figli si chiamano diversamente».
Siamo in pieno lockdown e ancora non immagina che quella storia, scritta per i suoi bambini come rimedio alla noia, diventerà presto un libro illustrato dall’amica e pittrice di professione Franca Ferrarini.
Perché proprio il temporale a fare da scenario a una storia per bambini?
«I miei figli e io siamo appassionati di storie paurose. Ogni volta che c’era un temporale mia nonna Adele, proprio come quella del racconto, diceva sempre “guarda che c’è il diavolo che va in carrozza!”. Curioso che per mio marito William, americano, il rumore di tuoni, fulmini e lampi è invece quello degli “angeli che giocano a bowling”. Molto più carina, la sua versione. Volevo che con questa storia i miei bimbi si sentissero protagonisti di un libro vero. William l’ho chiamato Stanley come suo nonno paterno perché ci somiglia un sacco mentre John è diventato Sebastian, che è il suo secondo nome. Il cognome Williams dei due fratellini è praticamente il nome di mio marito e il nonno Manfred è mio papà».
La storia nasce dunque per “sopravvivere” alla noia del lockdown…
«Sì, interi mesi a casa 24 ore su 24 sono impegnativi e insieme ci siamo inventati tanti giochi. Quando ho chiesto alla mia amica Franca se aveva voglia di fare qualche disegno per questa storia, così da farli divertire ancora di più quando gliel’avrei letta, lei mi ha detto di sì. Qualche tempo dopo mi ha presentato degli acquerelli e ho pensato subito che erano talmente belli che potevamo pensare di pubblicare un libro. Lei è fantastica, non so come ma traduce la mia immaginazione. Quando a scuola facciamo il teatro lei si occupa delle scenografie, sono tanti anni che lavoriamo assieme».
E Modena?
«Volevo che fosse anche lei protagonista, quest’anno ci siamo stati così tanto. Io sono nata e cresciuta qui e Franca ha un piccolo negozio di oggetti di design in centro storico, Viafiume17, dove è in vendita il libro pubblicato da Etabeta. Ma si può già trovare anche su Amazon».
I genitori devono impegnarsi a leggere il libro, ci sono suoni e rumori che richiedono quasi di recitarlo…
«Esatto, ai miei figli piacciono molto i libri dove ci sono i suoni onomatopeici. Ridono come dei matti quando qualcuno cade per le scale e io dico “Sbadaboooouummm” o quando qualcuno fa una puzzetta! E infatti ce l’ho messa, “ffisp”…la fa Stanley. A quell’età li divertono molto con i suoni del corpo. Poi il coniglietto di un libro che amano particolarmente dice sempre “ma va là” e così ci ho messo anche quella frase. Nel libro c’è tutto quello che a loro piace leggere quando siamo insieme».
Cos’hanno detto del libro?
«Erano contentissimi ma a casa non so perché non lo vogliono mai rileggere, forse perché conoscono la storia già benissimo. Quando siamo con le altre mamme invece magari dicono “Mamma gliel’hai detto che William fa una puzzetta nel libro?” o “Mamma gliel’hai detto del nostro libro?». —
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