Musica, difficoltà e successi le band modenesi raccontate in From Mud
Un documentario firmato da Emanuele Zivilica girato tra aprile e ottobre 2020 «Ho raccontato il mondo dei gruppi concentrandomi sulle storie de musicisti»
Laura Solieri
MODENA L'impegno, le difficoltà e i successi delle band modenesi, in particolare quelle che trattano musica originale e alternativa.
A raccontarli è un gruppo di giovani appassionati di cinema e musica che hanno realizzato From Mud - Documentario Musicale, girato fra aprile e ottobre 2020 a Modena, con qualche ripresa anche a Formigine e a Campogalliano. Un periodo decisamente particolare, quello della Modena in piena pandemia e con lockdown prima e restrizioni in seguito. E impossibilità di esibirsi per i musicisti.
«Il punto focale non è stato raccontare le band ma utilizzare la storia di ogni componente dei vari gruppi per tentare di restituire l'entità stessa di ogni band e nonostante le enormi differenze fra un musicista e l'altro, i percorsi comuni ci sono. Ho voluto realizzare il film in questo modo perché potesse avere una valenza educativa, se non proprio pedagogica, a beneficio di chiunque desideri intraprendere un percorso da musicista, come hobby o come professione – spiega il regista Emanuele Zivillica, editore di libri, giochi e prodotti audiovisivi e presidente dell'associazione culturale Kreattiva - Abbiamo aperto un casting per trovare le band e in meno di un mese abbiamo ricevuto quasi una trentina di richieste. Purtroppo la mancanza di tempo e il budget ristretto ci ha costretti a sceglierne solo quattro».
Protagonisti sono i Latin Soul, i Kaos India, e i Quid, di cui parliamo qui a fianco. La quarta band è quella dei modenesi “La convalescenza” nato come duo chitarra/voce, ora composto di 5 elementi. Il loro è un genere alternative rock, ma dalle sonorità e tematiche cupe cariche di significato.
A proposito di alternative; è stato utilizzato il concetto di "band alternative" per identificare gruppi che non fossero esclusivamente cover-band e non si occupassero di musica leggera o generi che si trovano ai vertici delle classifiche dei dischi più venduti.
«Non per un qualche fine narcisistico, ma perché conosco il mio territorio e so che i generi alternativi tendenti al rock e al metal e le sperimentazioni di loro varianti sono il terreno più fertile in queste zone» chiarisce Emanuele.
Il progetto ha partecipato al bando Work@71 Music Hub promosso dal Centro Musica della città di Modena, vincendo il primo premio che ha coperto le spese base per avviare la produzione, e ora la troupe - composta da Emanuele, Armando Lisi, Chiara Santioni, Simona Gelati - ha lanciato una raccolta fondi sulla piattaforma indiegogo.com per concludere il progetto, distribuire il documentario e una compilation che racchiuda la colonna sonora costituita dalle opere delle band partecipanti.
«Essendo musicista per passione e avendo vissuto in prima persona le dinamiche che ruotano intorno alla musica dal vivo, ho sentito forte l'esigenza di realizzare un prodotto che andasse a documentare le aspirazioni e le speranze di chi crea musica, e avendo la fortuna di risiedere in una città che ha sempre avuto molto a cuore la musica, ho voluto anche dare voce a quegli imprenditori, quelle associazioni e quelle istituzioni che aiutano e favoriscono lo sviluppo musicale del territorio modenese» illustra Zivillica.
Nel documentario ci sono infatti anche le interviste ad Alessio Bardelli de La Lambruscheria, alla giornalista Francesca Mercury, Eleonora Manicardi della Scuola d'arte Talentho, Francesca Garagnani del Centro Musica e 71MusicHub e all’assessore Andrea Bortolamasi. C'è un forte sommerso nel nostro territorio di tendenze alla sperimentazione, voglia di rinnovarsi e rinnovare il panorama musicale, impegno alla creazione di sonorità originali e di testi con messaggi forti e chiari che non è conosciuto al pubblico di massa, o semplicemente è ignorato per diversi motivi, per Emanuele tutti riconducibili a un unico grande problema: «Il diverso, l'alternativo, fa paura. Spaventa chi crea musica perché ha paura di non riuscire a piazzare il suo prodotto, spaventa il distributore perché ha paura che non piaccia ai suoi clienti e spaventa i consumatori di musica perché il mercato gli dice che devono avere paura ad ascoltare qualcosa di diverso. Ho sempre ritenuto assurdo questo concetto e son ben felice di come sia stato affrontato in tutte le sue sfaccettature nel nostro film.
Dal punto di vista esterno - conclude il regista - possono sembrare molte di più le difficoltà che i successi delle band modenesi alternative ma personalmente e, forse, anche per molti se non tutti i musicisti che ho intervistato, credo che la cosa più bella per chi produce musica originale è proprio il fatto di creare qualcosa di nuovo. Riuscire a raggiungere con il proprio messaggio almeno una persona è già un successo fenomenale».
Per informazioni e sostenere il progetto: pagina facebook “From Mud – Documentario musicale”. —
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