Castelnuovo, Guercino e Hackatao ci parlano di migrazioni
Al Crac il Mosè del maestro del Seicento e una animazione del duo della Carnia. Reso noto il programma delle mostre di numerosi artisti per tutta l’anno
Michele Fuoco
Un’opera del Guercino e un video di Hackatao (il duo Sergio Scalet e Nadia Squanci, della Carnia in Friuli) si incontrano nella mostra “Promised Land” (Terra promessa), a cura di Eleonora Brizi e Alessandro Mescoli, domenica alle 11.30 (anche in diretta Facebook, sulla pagina del Comune di Castelnuovo), al Crac di Castelnuovo. In questo spazio particolare, come vetrina sotto le mura, dove le opere vengono viste dall’esterno, l’arte del passato e quella del presente intrecciano un dialogo sulle migrazioni. “Convivono – dice Mescoli – sulla stessa linea del tempo, mutando ed evolvendosi”. Da una parte il Mosè del Guercino, prestata dalla galleria Ossimoro di Spilamberto, di Sergio Bianchi, che rimanda alla figura per eccellenza che impersona il grande esodo, dall’altra la cryptoart di Hackatao che riconduce alle tante peripezie dei migranti del nostro tempo. “Si tratta di un video di 32 secondi, dove – spiega Sergio Scalet - la parte centrale è occupata dalla Sirena che rappresenta l’Occidente, la terra promessa, il richiamo che attrae le grandi masse che vogliono entrare nel nuovo mondo. Dietro la Sirena omini stilizzati, gracili rappresentano esseri anonimi in balia delle onde. Sopra la Sirena la scritta “Promised Land” ribaltata ma vista, però, regolarmente dagli omini che stanno per affrontare il viaggio. Non si vede la terra di approdo, ma solo quella di partenza, perché tanti non giungono a destinazione. In questa animazione c’è la riproduzione del canto ipnotico della Sirena, il richiamo ai colori dell’opera del Guercino, per una comunicazione in chiave cromatica pop”. Nelle due opere affiora il perenne sacrificio dell’uomo, costretto a combattere per migliorare la propria condizione. “Una continuità contenutistica, perche a distanza di millenni i drammi e i bisogni degli esseri umani - scrive la Brizi - non mutano nella loro essenza, bensì soltanto nella loro forma; ed artistica, poiché l’accostamento di un’opera d’arte digitale esibita su uno schermo a quella di un grande maestro italiano come il Guercino non sembra più azzardato, ma semplicemente contemporaneo ai linguaggi del proprio tempo”. Con questa mostra, che chiude il 28 marzo, inizia la stagione espositiva a Crac, curata per il quarto anno da Mescoli e Massimiliano Piccinini. Già noto il programma delle rassegne. Dall’11 aprile toccherà all’opera site- specific “Ierofanie vegetali” di Giulia Dall’Olio, pittrice e disegnatrice emergente, creatrice di mondi e volumi vegetanti, che nel suo lavoro ritrae la natura in tutta la sua forza, capace di manifestare le forme del sacro.
La mostra, fino al 30 maggio, è curata da Mescoli e Maria Chiara Wang, La Wang si occuperà anche del terzo appuntamento “Nescio, Nolo” con le opere di Alessandra Maio. L’artista bolognese proporrà, dal 13 giugno al 31 luglio, scritture e installazioni. Dal 7 agosto al 3 ottobre sarà di scena Georgia Matteini Palmerini con la mostra “Legit”, curata da Marta Tolomelli con testo di Matteo Zauli. L’artista romagnola esporrà un’installazione in porcellana dedicata all’ambiente e al ricordo. Per l’autunno un importante progetto intercomunale sul Romanticismo, con la mostra “Naturali Vestigia” di Jessica Ferro, curata da Giorgia Bergantin e inserita all’interno di “Ultraromanticismo.
Il post umano tra inquietudine e abbandono”. La stagione si conclude con “La pittura e l’attesa” di Lorenzo Bonechi, protagonista, con Omar Galliani, Ubaldo Bartolini e Carlo Maria Mariani, del “ritorno alla pittura”. La mostra dal 4 dicembre al 23 gennaio 2022. —
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