Gazzetta di Modena

LIVE VIDEO STREAMING DALLE 20 - Le nuove stelle della lirica per il don Carlo di Verdi versione made in Modena

Paola Ducci
LIVE VIDEO STREAMING DALLE 20 - Le nuove stelle della lirica per il don Carlo di Verdi versione made in Modena

Cast con alcune tra le voci di grande talento del circuito internazionale dell’opera Sisillo: «Produzione nata per la fruizione in streaming che ci rende orgogliosi»

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MODENA. Giuseppe Verdi, su libretto di Joseph Méry e Camille du Locle ad aprire il mese di febbraio del Comunale Pavarotti. L’opera, visibile gratuitamente in streaming domani alle 20 collegandosi direttamente al sito del teatro o su operastreaming.com (e sul sito della gazzetta di modena) è una nuova produzione che debutta a Modena in collaborazione con i teatri di Reggio Emilia e Piacenza. Il capolavoro verdiano, che si rifà alla tragedia "Don Karlos, Infant von Spanien" di Friedrich Schiller, con la nostra città ha dei legami molto stretti.

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Dopo l’edizione in cinque atti che Giuseppe Verdi stesso approvò per la rappresentazione a Modena nel 1886 e che il Teatro Comunale ha prodotto nel 2012, il titolo ritorna per una nuova esecuzione dell’edizione in quattro atti, questa volta in forma di concerto. «Dopo il successo della Cenerentola di Rossini in streaming che da sola ha raggiunto oltre 300 mila visualizzazioni in tutto il mondo, siamo molto fieri di questa nuova produzione creata appositamente per questa modalità di fruizione – afferma il Maestro Aldo Sisillo, direttore artistico del Comunale Pavarotti- Fermo restando che l’opera sia assolutamente uno spettacolo che deve svolgersi dal vivo, in questo momento storico drammatico, il progetto Operastreaming, di cui noi siamo coordinatori per la Regione Emilia-Romagna, ha dato l'opportunità a chiunque nel mondo di vedere quanto abbiamo realizzato, avvicinando all'opera anche un pubblico nuovo. Si pensi che tra tutte le produzioni abbiamo raggiunto oltre 800 mila visualizzazioni».

Sul palco del Comunale un cast davvero d’eccezione, diretto da Jordi Bernàcer alla guida dell’Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini e del Coro Lirico di Modena. Per quanto riguarda i personaggi Filippo II sarà interpreto da Michele Pertusi, acclamato come uno dei più grandi cantanti della scena lirica mondiale e applaudito di recente in Marin Faliero al Festival Donizetti di Bergamo, sarà anche nel Don Carlos alla Wiener Staatsoper e nella Messa da requiem di Verdi con l’Orchestra del Teatro alla Scala diretta da Riccardo Chaillly. La parte di Rodrigo è affidata a Luca Salsi, uno dei baritoni più celebri del mondo. Salsi è stato protagonista di due inaugurazioni di stagione al Teatro alla Scala: nel 2017 nell’Andrea Chénier e nel 2019 nella Tosca. Nella stagione 2018/19 poi ha debuttato come Iago nell’Otello con i Berliner Philharmoniker, ha interpretato Macbeth con la direzione di Riccardo Muti, Germont, ne La traviata all’Opéra de Paris e al Metropolitan di New York e Simon Boccanegra al Festival di Salisburgo. Elisabetta di Valois sarà la soprano di prestigio internazionale, Anna Pirozzi che è stata interprete in Andrea Chénier al San Francisco Opera, nel ruolo di Lady Macbeth a Madrid a fianco di Plácido Domingo e al Metropolitan Opera di New York, ne I due Foscari al Teatro alla Scala e nel Trovatore alla Royal Opera House di Londra. La parte di Don Carlo sarà invece affidata a Andrea Carè che, come afferma «a Modena devo tutta la mia carriera». Allievo di Raina Kabaivanska e di Luciano Pavarotti è oggi uno dei tenori italiani più affermati della nuova generazione. Nel 2018/19 è stato interprete in Carmen al Royal Opera House di Londra e al Bolshoi di Mosca e ha debuttato al Metropolitan Opera di New York in Madama Butterfly. Infine la principessa d’Eboli è affidata a Judit Kutasi, mezzo soprano rumeno, ascoltata al Teatro alla Scala di Milano, all’opera di Zurigo e di Berlino. aTutto questo grande lavoro svolto durante la Pandemia- conclude Sisillo- ci consente di prepararci adeguatamente alla ripartenza con il pubblico, obbligandoci ad apportare quelle migliorie al teatro che saranno utilissime per l'applicazione dei protocolli anti contagio che ormai è ben chiaro a tutti che dovranno continuare ancora per molto. Ma non solo, non appena sarà possibile riaprire al pubblico, tutti gli allestimenti operistici realizzati in questi mesi potranno essere assolutamente riproposti dal vivo. Mi piace pensare che Operastreaming faccia parte di tutto quel processo di preparazione per quel giorno, spero non lontano, in cui il Pavarotti potrà riaprire finalmente le porte«. 

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