Gazzetta di Modena

Andrea Caré - TENORE 

«Lo studio con Pavarotti, che ricordi»

«Lo studio con Pavarotti, che ricordi»

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«Essere a Modena per certi aspetti è come essere di nuovo a casa – afferma Andrea Carè, uno dei tenori italiani più affermati della nuova generazione- a questa città devo tutta la mia carriera. Nel 2005 la signora Raina Kabaivanska mi notò in un concorso lirico a Spoleto e mi propose di venire a Modena a studiare con lei. Accettai. Con lei sono cresciuto e mi sono perfezionato e fu grazie a lei che dopo un anno e mezzo conobbi Pavarotti che mi diede la chance di studiare con lui tutti i giorni per sei mesi consecutivi. Ho dei ricordi commoventi di quel periodo di studio con il Maestro, anche se purtroppo quei mesi precedettero la sua prematura scomparsa. Oggi interpretare Don Carlo è ancora per me una grande sfida. È uno dei ruoli più complicati del mio repertorio perché richiede alla voce un notevole sforzo che solo se sei davvero in forma fisicamente puoi reggere. Ti obbliga alla difficile alternanza di momenti di voce eroica a momenti di voce dolce e morbida. Ma mai come oggi sono entusiasta di poter cantare in questa produzione. Da marzo dell’anno scorso è la prima volta che vedo un’orchestra. Purtroppo io e tutta la mia famiglia abbiamo avuto il Covid e le fastidiosissime complicanze respiratorie mi hanno costretto a molto riposo nella fase più acuta della malattia lasciandomi debilitato per mesi. Sono quindi d’accordo sulla linea della prudenza. Quest’anno ho visto andare in fumo 10 contratti per oltre 40 recite. Mi auguro il 2021 possa essere migliore».

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