Gazzetta di Modena

L’INTERVISTA 

«Il cinema si reinventa e produce film in attesa di ritrovare il pubblico in sala»

GABRIELE BASSANETTI
«Il cinema si reinventa e produce film in attesa di ritrovare il pubblico in sala»

Il registra sassolese Andrea Zaccariello il lavoro sul set «Le piattaforme aiutano ma l’auspicio è la riapertura»

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GABRIELE BASSANETTI

Come altre categorie dello spettacolo, anche il cinema, a causa del Covid ha visto cambiare tutto nel giro di poco tempo e per un lungo periodo. Ma se le sale cinematografiche soffrono, altrettanto non si può dire, fortunatamente, per l'industria che produce film. Andrea Zaccariello, regista sassolese di nascita e ormai stabilmente residente a Roma, spiega che «in realtà forse non si è mai lavorato così tanto, al punto che si fatica a trovare a noleggio le strumentazioni necessarie per le riprese, sono tutte prenotate». Il cinema insomma, dopo un momento di smarrimento, si è reinventato, come? Rifornendo le ormai numerose piattaforme che propongono film e serie tv. E che il lockdown ha addirittura portato ad accrescere i loro spettatori. Certo, non è lo stesso modo di lavorare: un film di grande successo al botteghino garantiva ritorni economici molto elevati, le piattaforme acquistano film a quote fisse oppure pagando a click ed è più difficile ottenere successi altrettanto eclatanti. Però il lavoro c'è e moltiplicando l’offerta si sopperisce all'entità garantita da un mega-incasso.

«Dispiace molto per gli esercenti delle sale cinematografiche – spiega Zaccariello, ultimo film in sala “Non sono un assassino”, con Riccardo Scamarcio, un ottimo successo sia al cinema che, poi, su Sky e ora anche su Netflix – perché per loro la chiusura è irrimediabile e li mette in ginocchio. Per chi però fa il lavoro del film maker l'attività si è fermata brevemente, nel primo momento di smarrimento. Ma a giugno 2019 l'industria del cinema ha ricominciato a muoversi: c'erano tax credits da sfruttare che rischiavano di andare persi e c'era la richiesta delle piattaforme video: i film sono stati dirottati lì. E' vero che ci sono titoli importantissimi, sicuri di un grande successo in sala, che stanno aspettando e hanno rinviato l'uscita. Per l'Italia possiamo fare l'esempio di 'Diabolik', che era stato programmato per un'ottima uscita ed è stato posticipato; a livello internazionale pensiamo a James Bond. Per loro, per Nanni Moretti, anche lui in attesa, aspettare un anno non cambia nulla e conviene, ma per tanti altri l'attività è ripresa e la destinazione del prodotto è semplicemente un'altra».

Cambia qualcosa nel realizzare un film per il grande schermo o le piattaforme?

«Dal punto di vista economico potrebbe cambiare. Accade a volte che il committente metta sul piatto anche questo aspetto, chiedendo qualche contenimento del costo di produzione. Ma sono normali discussioni prima dell'accordo».

Il Covid c'è anche per chi fa cinema, come ci si organizza per le riprese?

«Ormai è stato elaborato un protocollo ben definito, che prevede tamponi quotidiani, distanziamento, mascherine e igienizzazione in tutte le situazioni in cui è possibile. Oggi nei costi di produzione devi includere anche questi».

Per un regista di cinema, è la stessa cosa pensare al film in sala o in tv o su computer?

«Ovviamente la visione in sala è la migliore e fornisce ritorni straordinari. Spesso vado a vedere i miei film al cinema, l'ho fatto decine di volte, non per rivedere la pellicola ovviamente, ma per osservare la reazione del pubblico. Si impara tantissimo e certe reazioni offrono una straordinaria soddisfazione. Però ho scoperto aspetti interessanti anche delle piattaforme: 'Non sono un assassino' è approdato su Netflix e io l'ho saputo anche dal gran numero di messaggi e attestati di approvazione che hanno cominciato ad arrivarmi. E' una rinascita del film, che mi stupisce. Diciamo che una bella storia resta tale su grande schermo o sul pc».

Dopo “Non sono un assassino” è arrivato il Covid. La sua attività è proseguita?

«A dicembre 2019 ho avuto un’idea che è piaciuta molto ai produttori e in poche settimane ho firmato il contratto per la sceneggiatura. Poi le cose si sono fermate per un po’ ma come ho detto sono ripartite in estate anche per noi. A marzo la storia verrà presentata alle varie realtà distributive. Il percorso è ormai avviato». —



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