Andar per mostre approfittando della zona gialla
Dalla “Redecocca Art Gallery” a “Metronom” via Carteria proposte di incontri con l’arte nel centro di Modena
Michele Fuoco
Modena “zona gialla” consente alla Redecocca Art Gallery di aprire (mercoledì, giovedì e venerdì, dalle 16.30 alle 19 nel pieno rispetto delle norme antiCovid), i propri spazi nell’omonima piazza del centro storico, riproponendo la mostra collettiva “Arte in tempo di Covid”, allestita in ottobre, solo raramente accessibile al pubblico, anche se sempre disponibile sulla pagina online.
Alle pareti le opere dei fedelissimi soci e dei nuovi adepti che propongono opere con vari temi e linguaggi. “Nonostante il periodo pandemico, i nostri artisti – sostiene Aldo Leonardi, presidente dell’associazione - si sono sempre impegnati nella loro attività creativa. Nei quattro anni di vita dell’Associazione, non hanno rinunciato, anche nell’ultimo anno, a proporre i lavori.
Da pochi giorni si è fatto un nuovo allestimento di opere nella Hall dell'Hotel Lux per accrescere ulteriormente la visibilità degli artisti della Redecocca. L’associazione anche nei peggiori momenti di lockdown ha sempre mantenuto alta la propria visibilità proponendo diverse mostre d'arte virtuale su Facebook, ottenendo migliaia di contatti, con ampia soddisfazione degli espositori”.
Opera video, invece, in via Carteria. E’ quella, dal tiolo Factitious Imprints” di Eva Papamargariti, nel video wall della galleria Metronom, nel contesto del progetto “Digital Video Wall/Eden”. Factitious Imprints (2016) è una riflessione sull'idea di una natura costruita dall'uomo e su come questa possa essere documentata e definita attraverso un palinsesto di impronte che i processi umani e naturali lasciano simultaneamente su superfici e terreni. È possibile leggere le tracce di questi gesti come reliquie di un futuro paesaggio post umano o post naturale? —
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