L’arpa di Burani si mette alla prova con le note di Dizi «Una bella sfida»
Il musicista modenese al nono album «Speriamo di tornare presto ai concerti»
LAURA SOLIERI
È appena uscito per Smc Records il nono disco dell’arpista modenese Davide Burani: “François-Joseph Dizi (1780 - 1840) - 48 Études ou Fantaisies pour harpe” è una prima incisione integrale del corpus di studi dedicati all'arpa del compositore belga (naturalizzato inglese) François-Joseph Dizi, vissuto tra il 1780 e il 1840. Gli studi sono stati raccolti in 4 quaderni di 12 studi ciascuno e sono stati pubblicati lungo un lasso di tempo molto lungo. «Si tratta di brani di carattere melodico, brillante e di grande espressività, volti a migliorare la tecnica arpistica – spiega Burani - Sono brani che fanno parte dei programmi di studio del corso di Arpa nei Conservatori di Musica, sia in Italia che all'estero». Il doppio cd contiene un booklet scritto dalla musicologa e arpista Anna Pasetti e tradotto in inglese da Morgana Rudan. Il booklet è arricchito da immagini di strumenti antichi, in particolare di un'arpa progettata da Dizi stesso, l'arpa perpendicolare. Burani approda al suo nono lavoro che è disponibile negli stores digitali Spotyfi, ITunes, Amazon Music, YouTube e dal 26 marzo su Amazon per l'acquisto fisico.
«Nei miei cd precedenti non ho mai approfondito un aspetto didattico come in questo lavoro – spiega l’artista - Sono molto contento di avere affrontato un lavoro così lungo e che nessuno ha mai affrontato in precedenza, trattandosi di una prima incisione assoluta. Una vera ed autentica sfida. Il 48 è diventato per me un numero magico! Ho affrontato lo studio dei “48 Études ou Fantaisies” di François Joseph Dizi in età giovanile come molti altri studenti, dato che è previsto nei programmi dei Conservatori italiani ed esteri, ma li ho riscoperti solo ultimamente, grazie alla curiosità di rileggerli suscitata dal ricordo della loro brillantezza, ed originalità: si tratta di una vera e propria antologia che affronta diversi aspetti della tecnica arpistica riuscendo a coniugarla con unavena melodica che trasforma ogni studio in un vero e proprio brano. Avvinto, quindi, dalla loro dolcezza espressiva, mi sono lasciato trasportare di pagina in pagina, riuscendo a realizzare il sogno dell'incisione integrale che maturavo da tempo. Mi auguro che i miei allievi e tutti i giovani studenti possano trovare nel presente lavoro uno spunto per affrontare questo percorso, che ritengo propedeutico a qualsiasi repertorio concertistico». Con la pandemia, l’attività concertistica di Burani è ricominciata durante la tarda primavera del 2020 per terminare ad ottobre e non è ancora ripresa. «Ho continuato l'insegnamento che dalla scorsa estate svolgo in presenza, mentre durante la prima chiusura ho insegnato utilizzando la didattica on line e spero di poter riprendere i concerti con l'arrivo dei mesi più caldi. E ho lavorato contemporaneamente a questo album ad un progetto per flauto e arpa con il collega Giovanni Mareggini, che ho terminato e siamo in attesa della pubblicazione. Credo che il bisogno di cultura rappresenti per ognuno di noi una reale necessità, non solo per noi artisti – conclude Burani - Mai come ora vorremmo ripopolare le sale da concerto, i teatri, i cinema e riappropriarci della socialità ». —
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