«Raccontiamo questi tempi duri ma con fiducia nel futuro»
Stonedrift: ecco “Mass destruction media” nuovo album dai temi molto attuali
Nicola Calicchio
CARPI Cinque brani potenti e granitici compongono “Mass Destruction Media”, il nuovo Ep della band Stonedrift che arriva a questa pubblicazione con il supporto del Volcano Records & Promotion. In un momento di estrema incertezza la musica del gruppo non si ferma e, piuttosto, prova a rappresentare, dalla prospettiva particolare di una band metal, il mondo che ci circonda, tra fake news, allarmismi e disinformazione. Gli Stonedrift sono un gruppo carpigiano/reggiano attivo dal 2007 che, in questo nuovo capitolo della propria storia, conferma tutta la dedizione alla musica, unendo in un concept coinvolgente momenti groove metal ed elementi tarash ed alternative. Questa l'attuale linea up: Emiliano Dalcomune (voce), Enrico Ascari (chitarra solista), Luca Cigarini (chitarra ritmica), Valerio Larcier (basso), Massimiliano Marri (batteria).
«In questo Ep abbiamo deciso di parlare di argomenti di stretta attualità che poi sono legati alla realtà che viviamo – spiega il batterista carpigiano Massimiliano Marri – Ruota tutto intorno al vissuto di tutti i giorni e parliamo di argomenti che sono il pane quotidiano di questo periodo che stiamo vivendo».
La vostra musica spazia dal groove metal ad elementi trash ed alternative.
«Fondamentalmente questi sono i generi del nostro background musicale da cui proveniamo tutti. E' un metal degli Anni 80/90 che cominciava ad essere contaminato dal pop, quando c'era quella vena crossover in cui il metal si legava ad altri generi musicali. In quegli anni sono nati gruppi che sono ancora oggi sulla scena musicale e che hanno fatto la storia di questo genere».
I vostri brani hanno due volti: denunciano i problemi della società attuale, ma lanciano messaggi di speranza.
«La nostra volontà non è quella di far passare messaggi negativi, parlare di disgrazie o problemi che affliggono la società ma, piuttosto, guardare il futuro con speranza ed ottimismo. C'è sempre un modo per aggirare i problemi e le fake news, c'è sempre un modo per ricominciare ed è la speranza che abbiamo noi musicisti verso il mondo musicale. Questo settore già stava in crisi prima del Covid, adesso non si riesce a capire come venirne fuori».
Siete una band carpigiana-reggiana che ha subito diversi cambiamenti nel corso degli anni. Avete trovato la vostra stabilità?
«È dal 2015 che abbiamo la nostra attuale lineup, quando sono entrati il cantante Emiliano Dalcomune, il bassista Valerio Larcier ed il chitarrista Luca Cigarini. C'è molta amicizia tra noi e condividiamo gli stessi gusti musicali. Si lavora con più tranquillità ed i risultati si stanno vedendo».
È difficile fare musica in questo periodo di incertezza
«La situazione è sotto gli occhi di tutti. Il mercato musicale ha avuto delle perdite incalcolabili ed è cambiato molto dal punto di vista discografico. Il mercato è saturo e vi sono tantissime band e solisti che fanno musica. Guadagnare con la vendita di dischi adesso è diventato una chimera e la fonte principale restano sempre i concerti live che adesso sono spariti del tutto».
I social aiutano?
«Credo che l'aiuto dei social resterà anche dopo la pandemia. Prevedo tantissimi concerti streaming degli artisti direttamente dalle sale prove piuttosto che dalle loro abitazioni. Questo è un trend che sta prendendo piede. Vi sono però dei lati positivi ma anche negativi. Uno dei lati positivi è che puoi raggiungere molte più persone rispetto ad un concerto dal vivo, però le emozioni e lo scambio di energia che c'è durante un live non sono sostituibili».
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