«Dopo mesi di nulla riscopro la felicità nelle piccole cose»
Francesc Renga torna per la nona volta con “Quando trovo te” «Visto il momento è la partecipazione che sento di più»
Francesco Renga è in gara al 71° Festival di Sanremo con il brano “Quando trovo te”. Il cantautore bresciano è un veterano del Festival: contando anche la prima volta con i Timoria nel ’91, questa è la nona partecipazione. «Eppure tornare a Sanremo non ha mai avuto per me un significato più profondo - dice Renga - anche perché non è solo la gioia di tornare su quel palcoscenico, il più importante per la musica e per il mio lavoro. Mai come quest’anno il Festival arriva dopo mesi e mesi di nulla. Significa ricominciare a fare il mio mestiere, ripartire con il Paese».
La canzone è particolare.
«”Quando trovo te”, scritta con Roberto Casalino e Dario Faini, esplora il concetto di “oblio salvifico”: dimenticare come forma di protezione e riparo da una vita che spesso ci costringe alla fretta. Il brano racconta del momento in cui quel ricordo felice che ognuno di noi tiene nascosto in fondo al cuore come un tesoro, al riparo dal casino della quotidianità, riaffiora all’improvviso e potente nelle nostre esistenze aprendoci gli occhi su una realtà che è migliore di quello che pensiamo. Le piccole cose di tutti i giorni sono lo scheletro alla canzone».
Sarà un festival difficile?
«Sarà una settimana che permetterà, oltre che a far conoscere le nuove canzoni, di sottolineare la situazione di molti musicisti, backliners e lavoratori dello spettacolo che sono stati lasciati indietro anche se “qualcuno” aveva detto: «Nessuno sarà lasciato indietro».
Come passerà le giornate sanremesi?
«Porterò con me dei libri».
Ha visto quanti giovani avrà intorno? Molti di loro sono abituati a cantare senza pubblico. Pensa che sarà un vantaggio?
«Per me cantare senza pubblico è limitante, ma so che l’Ariston è una sorta di anomalia. E’ un’esperienza da vivere in maniera diversa da un concerto. Essere legato alla realtà dell’oggi mi piace e credo che essere al fianco di tanti giovani ringiovanirà anche me».
Qual è stata la partecipazione a Sanremo che le è rimasta nel cuore?
«La prima, la più entusiasmante, l’inizio di tutto. Il ricordo che ho tenuto dentro di me fu la vena di follia e di incoscienza che avevamo allora. L’urgenza di farsi sentire. È ciò che consiglio a ognuno dei ragazzi che quest’anno faranno il festival per la prima volta». –
LUCA DONDONI
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