Tutte le curiosità sulle opere realizzate dal genio di Urbino
Nella galleria virtuale di Haltadefinizione, dove di Raffaello si trovano anche il Miracolo degli impiccati appartenente alla Pala Baronci, commissionatagli a soli 17 anni, lo Sposalizio della Vergine, con cui supera il maestro Perugino, e la Fornarina, legata alla sua vita privata, sono entrate, di recente, sei opere che completano le tappe principali del genio urbinate. Il Ritratto di giovane con pomo, 1504 ca. raffigura un personaggio nobiliare con camicia bianca e veste di lana, completate da una sopravveste in velluto rosso, intarsiata di ricami. Porrebbe essere Francesco Maria della Rovere, nipote di papa Giulio II.
Della Galleria Palatina è la Madonna del Granduca, 1506-1507 ca., una delle opere più amate da Raffaello che rende umana la rappresentazione del sacro. Un prezioso dipinto, dove si avverte lo sguardo dell’artista verso le sculture, pure in terracotta, del Quattrocento. E’ un letterato Tommaso Inghirani, ritratto nel 1510-11. Viene detto “Fedra” per la sua abilità interpretativa, nel ruolo di protagonista, dell’omonima tragedia di Seneca. Protetto da Lorenzo il Magnifico, riceve anche incarichi dal papa, con la nomina a prefetto della Biblioteca Vaticana nel 1510.
Dal velo posato sui capelli deriva il titolo del quadro Velata, 1512-1515 ca. Viene indicata la condizione di donna maritata, ma resta incerta l’identità della protagonista. Potrebbe essere, secondo Vasari, la donna amata da Raffaello fino alla morte, la Fornarina, ma l’abito e i gioielli fanno pensare ad una nobildonna. Viene identificato in Bernardo Dovizi, letterato, diplomatico, amico e fidato collaboratore del papa Leone X il Ritratto del Cardinale Bibbiena, 1516 ca., in abito ufficiale, con una lettera. Si esalta il suo viso che esprime l’autorità del personaggio. Notorietà pure in passato per il San Giovanni Battista nel deserto, 1517-1518 ca. che raffigura un fanciullo, vestito di pelli come da tradizione, seduto su una roccia e indica Gesù. Tiene un cartiglio con la scritta “Ecce Agnus Dei”. —
M.F.
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