Gazzetta di Modena

nel cuore della romagna 

Il “Recinto” sul mare dove viveva fra l’orto, i tre figli e i tanti nipoti

Gianluca Angelini
Il “Recinto” sul mare dove viveva fra l’orto, i tre figli e i tanti nipoti

Dolore nella tenuta in cui abita tutta la numerosa famiglia L’erede musicale Mirko: «Artisti così non muoiono mai»  

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Gianluca Angelini

Il suo regno, quello più amato, era il “Recinto”, una tenuta a due passi dal mare – a Villamarina di Cesenatico – abitata da tutta la sua grande famiglia: vicino ai tre figli e circondato dai nipoti. Un rifugio prezioso, dove lui, il Re del Liscio, e la moglie Pina – insieme per oltre 50 anni – vivevano con i tre figli, Carolina, Mirna e Mirko, i loro nuclei familiari, i nipotini. Un regno gioioso in cui il “sovrano” del folk romagnolo curava il suo orto biologico, un giardino di limoni, e vedeva scorrazzare galline e quattro cani.

Il “Recinto Casadei”, così è chiamato, in cui, all’inizio di questo mese ha fatto la sua comparsa il Covid-19, sconvolgendo la vita di Raoul e dei suoi cari. Il virus che ha costretto il “patriarca” al ricovero all’ospedale Bufalini di Cesena – lo stesso in cui è curato Gianni Morandi per le ustioni riportate bruciando delle sterpaglie nel parco di casa sua a San Lazzaro di Savena – ha infatti colpito l’intera famiglia Casadei riunita nell’insieme di case di Villamarina: ad essere contagiate, quattordici persone su quindici – costrette a loro volta ad osservare una quarantena fiduciaria tra le mura domestiche – con l’esclusione del solo Mirko, l’ultimogenito, diventato nonno a soli 40 anni nel dicembre 2013 che ha reso Raoul e Pina bisnonni.

A Mirko il Re del Liscio ha lasciato, nel 2000, le briglie dell’Orchestra Casadei, fondata nel 1928 dallo zio Secondo – l’autore della celeberrima “Romagna mia” – e divenuta, sotto la guida di Raoul il simbolo della romagnolità musicale. Gli artisti come lui, lo ha ricordato Mirko in un messaggio vocale inviato al Tgr Rai dell’Emilia-Romagna, «non moriranno mai, rimarrà sempre vivo nella sua musica e nelle sue canzoni che viaggiano nell’aria e continuano a esistere. Oggi – ha detto ancora Mirko – è un giorno triste per la Romagna, per tutta Italia, per la musica popolare» .

Casadei aveva lasciato il “Recinto” il 2 marzo scorso per essere ricoverato al Bufalini dove le sue condizioni si sono progressivamente aggravate fino al triste epilogo di ieri.

Giorni in cui sulle pagine social dei familiari di Raoul Casadei sono giunti auguri di pronta guarigione, messaggi di incoraggiamento, preghiere e, in queste ultime ore, l’affetto e il cordoglio per la scomparsa dell’artista amatissimo in ogni angolo d’Italia. Un pubblico vasto e trasversale che lo ha seguito affettuosamente anche nelle sue incursioni cinematografiche e televisive, tra cui la partecipazione a l’Isola dei famosi di qualche anno fa, che lo aveva spinto a volare dall’altra parte del mondo, nonostante la paura dell’aereo.

Lo scorso 15 agosto l’ultimo compleanno per gli 83 anni – l’artista era nato a Gatteo nel 1937 – celebrato in tono minore proprio a causa dell’emergenza coronavirus. «Dobbiamo rinunciare alla festa di compleanno con gli amici di sempre – aveva spiegato in quella occasione il Re del Liscio – e lo facciamo soprattutto in rispetto ai nostri amici medici, che hanno combattuto il virus nemico in prima linea». —

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