Il fenomeno Carosone raccontato su RaiUno “Maradona della musica ”
Michela Tamburrino
Piace tanto la musica tradotta in film. Storie di compositori dalla vita comune o dai passaggi esistenziali complicati. Ecco allora che si affaccia, incredibilmente solo ora, un film tv sulla vita di Renato Carosone, "Carosello Carosone", tratto dal libro di Federico Vacalebre "Carosonissimo", prodotto da Groenlandia di Sydney Sibilla e Matteo Rovere e da Rai Fiction, regia di Lucio Pellegrini, in onda giovedì su Rai1. Del Carosone fenomeno musicale italiano si è parlato molto e molto poco nel profondo. Eppure, questo compositore, maestro d'orchestra dal talento visionario, anticipatore di tendenze, ha saputo segnare un'epoca. Un tributo dovuto visto che Carosone tenne a battesimo proprio i programmi Rai, il 3 gennaio 1954, con la sua ironia sfacciata eppure simbolo di una tradizione culturale antica. L'uomo glocal per eccellenza, capace di portare nella sua musica, fortemente napoletana, le influenze raccolte nei nove anni in Eritrea e le suggestioni americane, la passione jazz e la capacità swing, l'amore per le grandi orchestre da Gershwin a Cole Porter. E proprio in America ebbe un successo enorme, primo nelle hit parade d'oltreoceano, aprendo così la strada a Domenico Modugno. Anticipatore anche nel sentire che il mondo musicale di lì a poco sarebbe cambiato, tanto da ritirarsi dalle scene, al culmine del successo, dopo il concerto memorabile alla Carnegie Hall di New York. Era il 1959, un anno prima Modugno aveva vinto Sanremo con "Volare". Stava arrivando il rock and roll, gli urlatori e lui temeva di potersi sentire superato. Dunque, un tributo dovuto, dopo il film su Modugno, appunto, Rino Gaetano, De Andrè, da pochi giorni Nada. «Vogliamo riportare l'attenzione - dicono in Rai - sui personaggi tanto amati della musica». A occuparsi delle musiche e della colonna sonora, nientemeno che Stefano Bollani: «Per me Carosone è sempre stato un mito. A 11 anni gli scrissi una lettera e lui mi rispose dandomi il consiglio di cominciare dal blues che sta alla base di tutto. E io così ho fatto. Mi piace il fatto che si metta in scena il lato chiaro del musicista, un film sul talento e sulla capacità del merito di affermarsi». Nei panni di Carosone il talentuoso Eduardo Scarpetta che ritrae il musicista alla perfezione. Un nome importante, discendente degli Scarpetta, imparentato con i De Filippo. «Interpretare il Maradona della musica è un gran privilegio che ho onorato studiando a testa bassa musica e canto, con Ciro Caravano (Neri per caso) che mi ha fatto da coach. Un esempio di altruismo artistico. Un uomo innamorato della propria donna tanto da adottarne il figlio e che a 39 anni, all'apice della sua carriera si ritira anche per stare di più con i suoi cari». —
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