La sfida di Senhit «Adrenalina per l’assalto all’Eurovision»
La cantante Italo Eritrea torna in gara in Olanda rappresenterà San Marino
NICOLA CALICCHIO
BOLOGNA “Adrenalina” è il brano scelto dalla cantante bolognese di origine eritrea Senhit che sarà in gara all‘Eurovision Song Contest 2021 in rappresentanza di San Marino dal 18 maggio a Rotterdam (Olanda). L'artista sul palco porterà una versione speciale del singolo il cui video è disponibile da lunedì 8 marzo. Titolo in italiano ma brano tutto in inglese per la cantante emiliana, con la “voce” del celebre rapper statunitense Flo Rida. Il nuovo disco vede la presenza di due strumenti etnici tipici dell’Eritrea, terra di origine della famiglia della cantante bolognese, il krar (una lira a forma di scodella) ed il kebero (un tamburo a mano conico a doppia testa). Il direttore artistico sarà nuovamente Luca Tommassini, col quale ha già condiviso tutto il percorso del 2020, con “Freaky“, che avrebbe dovuto essere in gara insieme con Senhit nell’edizione cancellata. «Ho sempre voglia di avventura, emozione, nuove esperienze, di vivere a 360 gradi e “Adrenalina” mi rappresenta al meglio con il suo mix di electro pop internazionale e suoni ricercati di strumenti che provengono dall’Eritrea! Per questo ho deciso di portarla anche sul palco di Eurovision e con Luca Tommassini stiamo preparando un grande show», sottolinea.
E per lanciare il nuovo brano Senhit ha scelto un modo originale: si è lanciata da un aereo col paracadute con la scritta Adrenalina con il quale si è librata tra Bologna e San Marino. «Con il mio staff cercavamo di trovare un modo diverso per presentare questa canzone folle – prosegue Senhit - Un giorno parlando con il capo della Panini, la mia etichetta discografica, è nata l'idea di lanciarsi col paracadute. Io sono una persona coraggiosa e piace sfidarmi e subito ho fatto mia l'idea. Abbiamo trovato un'azienda che fa lanci col paracadute e ne abbiamo fatto costruire uno con la scritta Adrenalina. Se arrivo tra i primi cinque nella classifica finale, farò lanciare tutto il mio staff con il paracadute».
Hai già rappresentato San Marino nell'edizione del 2011 dell'Eurovision Song Contest.
«Vero. Nel 2011 non conoscevo bene il contest e mi sono lasciata trascinare da diverse persone del mio staff visto che si trattava di una vetrina importante. Ci sono andata un po' con arroganza mentre questa volta sono più convinta e preparata. Sono carica e gasata. Sono grata a San Marino perché ha deciso di richiamarmi e mi sono affidata ancora una volta a Luca Tommassini».
La tua carriera è iniziata con i musical come Il re leone, Hair, Fame e con Massimo Ranieri. Cosa ti è rimasto di quella esperienza? «Mi è servita tantissimo perché mi ha dato tanta consapevolezza del live. Hai di fronte il pubblico ogni sera che critica o elogia. È stata davvero una grande gavetta che mi ha fatto da scuola. Massimo Ranieri è stato il mio primo maestro e mi ha fatto scoprire questo magico mondo, facendomi viaggiare molto anche perché avevo voglia di scoprire anche teatri internazionali. Il teatro è la scuola più completa per un artista».
Hai collaborato anche con gli Stadio e questa esperienza ti ha dato la possibilità di farti conoscere dal pubblico italiano.
«Ero una ragazzina adrenalinica ed entusiasta ma eri totalmente ignara del mondo discografico italiano. Gaetano Curreri mi ha preso sotto la sua protezione e mi ha dato la possibilità di presentarmi al mondo discografico, almeno quello italiano. Ha prodotto un mio brano inedito, mi ha fatto fare un bel tour dove io aprivo i concerti e mi sentivo coccolata. Gli Stadio sono dei musicisti e delle persone straordinarie».
Nel tuo primo album è presente una cover di “Dio è Morto” di Francesco Guccini, portato al successo dai Nomadi. Perché hai scelto questa canzone?
«Io sono una persona molto eclettica e la musica mi piace tutta. Guccini, oltre ad essere un colosso della musica italiana, ha scritto delle bellissime canzoni. Io sono molto legata a “Dio è Morto” anche perché sono passati tanti anni ma è ancora un testo molto attuale. Vi sono delle parole che sono ancora vive nella società di oggi. Mi ricordo che litigai con Curreri perché mi suggeriva di scegliere una canzone più moderna ma quel brano resta una delle canzoni italiane più belle . Canzone simbolo anche oggi». —
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