«Le nostre Note di viaggio raccontano il mondo di Guccini»
I registi Andrea Longhin e Claudio Spanu raccontano come è nato il film originato dal progetto discografico sui brani del cantautore
ELENA PELLONI
Esce oggi sulla piattaforma digitale Nexo+ il film “Note di Viaggio”. Francesco Guccini è il protagonista di questo documentario nel quale si racconta la genesi dei due dischi contenenti le sue più belle canzoni interpretate dalle grandi voci della musica italiana. Mauro Pagani ha prodotto la raccolta musicale in due capitoli mentre la Bmg ha voluto e impacchettato il progetto cinematografico che racconta due anni di viaggi e registrazioni. Un tuffo nel dietro le quinte di un progetto che ha coinvolto : Elisa, Ligabue, Carmen Consoli, Giuliano Sangiorgi, Nina Zilli, Brunori Sas, Malika Ayane, Francesco Gabbani, Samuele Bersani e Luca Carboni, Margherita Vicario, Manuel Agnelli, Zucchero, Fiorella Mannoia, Emma e Roberto Vecchioni, Vinicio Capossela, Gianna Nannini, Jack Savoretti, Levante, Mahmood, Petra Magoni, Ermal Meta, Fabio Ilacqua, Mauro Pagani. Registrazioni, sale prove, incontri tra vecchi amici: una corsa, telecamere alla mano, durata due anni, raccontata dallo sguardo delicato di Andrea Longhin e Claudio Spanu. Sono loro i registi che firmano “Note di Viaggio”, da oggi su www.nexoplus.it.
Andrea, Claudio, dopo due anni di riprese il film è finalmente in sala, seppur virtualmente. Che effetto fa?
«Una grande emozione. Sono stati due anni incredibilmente intensi e siamo davvero curiosi di sapere come il film verrà accolto dal pubblico».
A chi è venuta l’idea di raccontare l’incisione di un disco in un film?
«Alla Bmg Italia. Ci ha contattati a febbraio 2019 affidandoci l’incarico. L’idea era quella di testimoniare come nasce un’opera discografica di questa portata, dove sono coinvolti moltissimi artisti. Una settimana dopo eravamo già in fase di ripresa. Abbiamo catturato la vera genesi del lavoro: i primi incontri le prove. E poi il progetto è partito e abbiamo seguito passo dopo passo l’evoluzione dell’album».
Parliamo di un disco in cui moltissimi artisti cantano le canzoni di un solo autore: Francesco Guccini. Che ruolo ha ricoperto
? «È stata una presenza quasi fissa. Ha seguito i lavori e ci ha arricchito con testimonianze davvero preziose. Il primo giorno di riprese è stato incredibile perché siamo andati a Pavana, a casa sua. È stata una sorpresa per tutti, perché non si trattava di un momento concordato. Da lì si sarebbero decise le sorti del disco e quindi anche quelle del film. Noi gli abbiamo spiegato il nostro progetto cinematografico, mentre Mauro Pagani gli ha parlato del disco. Quando abbiamo visto l’emozione sul viso di Guccini abbiamo capito che la parte più difficile l’avevamo passata. Il protagonista dell'opera che volevamo realizzare era dalla nostra parte. E quello che è venuto dopo è stato entusiasmante».
Come avete trovato la giusta chiave interpretativa?
«Volevamo presentare il film come un vero e proprio diario di bordo. Sapevamo che si sarebbe chiamato “Note di viaggio” ed era proprio la dimensione del viaggio a guidare la nostra visione. L’abbiamo scritto immaginando ogni giorno come una nuova pagina, segnata da una data e da un luogo. E così abbiamo fatto a Pavana, Milano e in tutte le tappe che abbiamo toccato».
Momenti che porterete con voi?
«L’incontro tra Guccini e i musicisti della sua vecchia band, come Biondini e Marangolo, è stato incredibile. È stato come fare parte di un ritrovo di vecchi amici e, allo stesso tempo, poter tornare al tempo degli esordi di questi grandi artisti. L’atmosfera ha assunto tutto un altro colore, molto più caldo. Questa era, in fondo, la nostra intenzione. Restituire l’immagine di un artista che ha saputo cucire insieme diverse generazioni, grazie al suono familiare e rivoluzionario delle sue canzoni». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google