Modena City Ramblers «Per i nostri primi 30 anni ci regaliamo un concerto»
La band modenese taglia il prestigioso traguardo e ha deciso di festeggiare con un evento unico Il meglio del repertorio in uno show dal vivo dall’Estragon di Bologna in occasione di San Patrizio
MODENA. Chilometri, concerti, sudore, birra e abbracci per un viaggio che dura da trent'anni.
I Modena City Ramblers in questo 2021 festeggiano il trentesimo anniversario dalla loro formazione e quale migliore occasione per celebrarlo se non la festa di San Patrizio?
Questa sera la band salirà sul palco dell’Estragon di Bologna per un live streaming dedicato a tutti i fan L’emergenza sanitaria non impedisce quindi alla band di fare un concerto da vivere insieme, anche se in una modalità diversa. L’Estragon del resto è il luogo perfetto in cui farlo, così significativo per la storia della band, un luogo che per i Modena è casa. Un concerto in streaming dunque da vivere distanziati ma più che mai connessi e carichi, con una super scaletta e una serie di opzioni di acquisto e speciali opportunità per condividere ogni momento di questa importante giornata: dalle prove del pomeriggio ai collegamenti video dal backstage, fino alla possibilità di interagire da casa con una speciale live chat. Il biglietto, che permetterà la visione del concerto celebrativo rigorosamente live dall’Estragon di Bologna ha un costo di 15 euro.
Vi sarà un pass speciale che consentirà di essere virtualmente presenti con i Modena City Ramblers dalle 17 del 17 marzo, già per le prove del pomeriggio. Sarà inoltre possibile interagire attraverso un chat, una sorta di pub virtuale in cui ci si potrà intrattenere fino all’inizio del concerto. Il costo è 8 euro.
«E' sicuramente un traguardo storico – spiega Franco D'Aniello, flautista e membro fondatore dei MCR – Per questi primi trent'anni faremo un concerto in streaming dall'Estragon di Bologna poiché un traguardo così bisogna festeggiarlo con i propri fan. Sarà solo il primo di altri concerti che speriamo di fare in questo anno magari anche davanti al pubblico. E' un anno che siamo fermi e la voglia di suonare è tanta».
Voi vivete di concerti live. Il momento non è dei migliori.
«Peccato. Per questo evento avevamo intenzione di costruire un concerto-evento con tanti amici sul palco. Dobbiamo però accontentarci di fare questo appuntamento che, in questo momento è già molto. Abbiamo già tantissime adesioni e questo ci fa molto piacere, visto la situazione attuale. Fare concerti davanti a migliaia di persone che cantano insieme a noi è tutta un'altra cosa».
Insieme ai Nomadi siete la formazione che fa più chilometri ogni anno per portare la musica anche nelle piazze fuori da circuiti abituali.
«Noi viviamo di live. Per noi spesso i dischi sono stati il pretesto per fare i concerti. Il contato con il pubblico è importante visto che non siamo mai in televisione".
Il palco dell'Estragon è la vostra casa.
"Sono già 14 anni consecutivi che festeggiamo San Patrizio nel locale bolognese, a parte lo scorso anno che era saltato il concerto sempre per il Covid-19. E' la nostra sede naturale per festeggiare il Patrono dell'Irlanda».
Avete preparato una scaletta particolare per questo concerto?
«Sarà una scaletta imperniata sui nostri successi di questi anni, con alcuni pezzi irlandesi. E' un po' la nostra storia musicale con canzoni che il pubblico ha cantato insieme a noi».
Non avete pensato di registrare questo live per una eventuale pubblicazione di un album?
«No, anche perché circa due anni fa abbiamo fatto uscire un disco live. Questo è un momento molto particolare per il mondo ed abbiamo deciso di riservare ai nostri fan questo concerto che sarà unico».
Come sono passati questi trent'anni di combat folk?
«Sembra ieri quando abbiamo iniziato per gioco. Nel gruppo è rimasta sempre la voglia di dire delle cose importanti con la musica. I nostri concerti sono una festa, un ritrovo per tantissima gente e i trent'anni sono passati molto in fretta".
Quando vi siete accorti che la musica poteva essere il vostro lavoro?
«Dopo il primo disco abbiamo capito che potevamo provarci, pur mantenendo lo spirito giocoso dell'inizio. Concerto dopo concerto ci siamo accorti che il tempo passava e la gente ai nostri live aumentava sempre di più. Allora abbiamo capito che poteva essere il nostro lavoro senza avere delle velleità di essere fenomeni. Tutti noi facemmo una scommessa: provarci senza la paura di fallire. Dopo trent'anni siamo ancora qua anche se nel tempo la formazione ha subito diversi cambiamenti».
In questo periodo state scrivendo nuove canzoni?
«In questo momento no. Noi siamo una band abituata a stare sulla strada per incontrare persone e scrivere storie. In questo momento potrebbero venirci solo delle cose private anche perché ognuno di noi sta vivendo questo periodo in modo diverso. Non sarebbe quindi una scrittura adatta ai Modena City Ramblers».
Come vedete i prossimi mesi? Avete già in programma delle date estive?
«I promoter stanno iniziando a muoversi adesso. Noi facciamo tante piazze e fin quando non si potranno affollare sarà difficile suonare. Vi sono però delle trattative in corso. Anche l'estate scorsa sembrava pronta l'apertura per i concenti ed invece si è fatto poco, praticamente quasi niente. Il nostro più bel concerto dello scorso anno lo abbiamo fatto a Modena e dalla nostra città vorremmo ripartire anche questa volta». —
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