Gazzetta di Modena

Marotta & Cafiero editori: «Nel bel mezzo di Scampia noi spacciamo dei libri»

CRISTIANA MINELLI
Marotta & Cafiero editori: «Nel bel mezzo di Scampia noi spacciamo dei libri»

Da Posillipo, sede storica, a Scampia per rilanciare la periferia: storia dell’editore indipendente che pubblica autori del calibro di Stephen King, Pennac e altri scrittori di caratura internazionale 

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intervista

CRISTIANA MINELLI

Denti Marotta & Cafiero sono “terroni” e ci tengono a dirlo. Lo mettono nero su bianco sul sito ufficiale. Sono «spacciatori di libri Made in Scampia», periferia napoletana altrimenti nota come terra di spaccio, disoccupazione e degrado. Si può pensare di stampare e vendere libri in un contesto del genere? Loro lo hanno fatto. Anzi strafatto. Giocando con i drammatici tratti distintivi del loro quartiere. Il loro desiderio, da ex-scugnizzi, fin dall’inizio, dieci anni fa, è stato quello di dar voce alla letteratura civile, di scommettere su un altro tipo di spaccio, quello delle storie su carta. Così sono riusciti addirittura a convincere autori di calibro planetario a entrare in catalogo. Il 4 maggio uscirà il saggio inedito di Stephen King dal titolo «GUNS – Contro le armi», che a partire dalla strage della Sandy Hook School (2012, 20 vittime) indaga sulla facilità con la quale negli Usa ci si può procurare un’arma e l’innegabile nesso che questo nuovo Far West ha con gli omicidi di massa. Un testo contro gli uomini dal grilletto facile, un saggio che dice no alla violenza. L’altro colpo grosso: a settembre uscirà un saggio sull’immigrazione firmato dallo scrittore francese Daniel Pennac, «E ancora nun ate vist niente!», scrive su Facebook Rosario Esposito La Rossa, proprietario della casa editrice.

A Maurizio Vicedomini, capo editor della Marotta & Cafiero abbiamo chiesto: a Napoli direbbero «na bellezza, na poesia, nu babbà», Come ci siete riusciti?

«Sono cose semplici, senza troppi retroscena piccanti. Stephen King è stato un passo importante, che abbiamo considerato da subito come un punto di partenza, non di arrivo. A Daniel Pennac abbiamo mandato un’e-mail. Lui è stato subito della partita».

In catalogo anche Raffaele La Capria, Ernesto Che Guevara, fra gli altri, senza dimenticare il Premio Nobel per la Letteratura, Günter Grass. L’aspirazione è dichiarata, volete diventare una casa editrice nazionale.

«Sì. Crediamo che ci sia un posto vacante per un editore di respiro internazionale a Napoli. Un po’ come Sellerio per la Sicilia o Laterza per la Puglia. Quello che stiamo facendo a livello locale è un punto di forza. Il nostro lavoro è quello di pubblicare libri di impegno sociale senza snaturare la nostra identità, ma la vera scommessa è farlo facendo valere la nostra professionalità».

Siete attivi anche con l'etichetta discografica indipendente Marotta&Cafiero Recorder, con la quale avete pubblicato oltre 10 cd musicali e un vinile. Una bella tarantella…

«Una costola della nostra attività che ci ha permesso di produrre CD e vinili e di occuparci di cantautori, rock italiano e musica d’impegno civile. Ora però siamo molto concentrati sul versante editoriale».

Nel 2017 avete aperto la Scugnizzeria, la vostra libreria a Scampia. Ci sono voluti 37 anni per arrivarci…

«Trentasette anni da quando Rosario (Esposito La Rossa) per poter leggere un libro era costretto ad andare in centro facendosi 8 fermate di metropolitana. Nessuno credeva che servisse una libreria a Scampia, perché, dicevano, qui nessuno legge. La Scugnizzeria, nata soprattutto per merito di Rosario e di sua moglie, oggi è diventata un punto di riferimento sul territorio. Ha messo radici non solo sul piano culturale ma anche su quello sociale. Prima della pandemia, e speriamo di riprendere presto, era sede di corsi di recitazione, di una radio web per i ragazzi, di corsi di editoria. È uno spazio vivo, un luogo dove fare i compiti, dove passare il tempo».

I libri sospesi

«Nella tradizione napoletana c’è il caffè sospeso. Se ne consuma uno, se ne pagano due a beneficio di qualcuno che non potrebbe permetterselo. Qui è lo stesso con i libri. I ragazzi sanno che possono portarsi a casa un libro senza doverlo per forza acquistare».

Il logo della Scugnizzeria?

«È il ciuccio volante, l’asino con le ali che sta a simboleggiare il sogno impossibile che invece è divenuto realtà».

Stampate libri completamente ecologici.

«La nostra casa editrice, nel 2020, ha vinto il premio Ambientalista dell’anno. Il processo di sbiancamento della carta avviene senza cloro. Gli inchiostri utilizzati per la stampa sono senza piombo, a base vegetale e acquosa. Le colle della rilegatura sono senza plastificanti. I volumi sono biodegradabili. Stampiamo a Km 0 e nostri libri resistono nel tempo, così per 1000 copie di un volume vengono salvati 7 alberi alti 20 metri, risparmiati oltre 438.200 litri d’acqua (219.100 bottiglie da due litri) ed evitato il consumo di corrente elettrica pari a 4900 kWh».

Cosa sono i Libridi?

«Libri fatti con amore a Scampia, che possono essere letti, ma anche guardati, ascoltati, scoperti. Grazie a codici Spotify si accede alla colonna sonora che abbiamo pensato per i testi, ad esempio. Son multidirezionali, cioè a un certo punto bisogna girare le pagine per leggerli, hanno segnalibri integrati staccabili e allegati come gli speciali occhialini per vedere le immagini in 3 D. Sono “libridi” più che libri, ma, naturalmente, si possono leggere come un libro tradizionale».

Il vostro marchio di fabbrica?

«Tutti i nostri libri hanno l’angolo in basso a destra tagliato».

Perché?

«Per completare un libro c’è bisogno che qualcuno immagini quello che non c’è. Nei nostri volumi c’è una parte riservata alla libera interpretazione del lettore».

Quindi spacciare letteratura a Scampia si può.

«La cultura può salvare le persone se è a portata di mano. Se dici a un ragazzo di strada che può andare a prendersi un libro a Posillipo non funziona. Il ciuccio volante deve poter spiccare il volo da qui».

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