Gazzetta di Modena

LA CURIIOSITà 

Quel filo diretto nella storia che unisce Mirandola a Venezia

3 MINUTI DI LETTURA





mirandola La storia millenaria di Venezia passa anche da Mirandola. Attraverso il suo personaggio più famoso, Giovanni Pico, diversi discendenti della sua famiglia, e non solo. Vicende che si intrecciano con la cultura dei tempi, ma pure con la politica e gli eventi bellici. Dal XV° secolo, ai giorni nostri.” Queste le parole del Sindaco di Mirandola Alberto Greco, nel ricordare il legame tra le due città a pochi giorni dall’anniversario della fondazione della città lagunare. Ricorrono infatti oggi i 1600 anni dalla fondazione di Venezia. La città lagunare nota in tutto il mondo, ha attraversato i secoli, elevando la sua fama, divenendo per le sue peculiarità un punto di riferimento. Un percorso a cui di certo, non sono mancati i contributi – in termini di idee, cultura, scoperte… - provenienti dall’esterno. «Ambito questo in cui Mirandola è stata in grado di ritagliarsi un suo spazio; che affonda le radici dai tempi del più noto mirandolese di sempre, fino a qualche anno fa – prosegue il Sindaco Greco – Diversi i momenti più significativi riscoperti, da Claudio Sgarbanti del Centro Internazionale di Cultura Giovanni Pico della Mirandola che ringrazio e che hanno contribuito al legame tra le due città a fronte di tanti altri meno noti, ma utili a consolidare questo rapporto.”

Ed è dal filosofo mirandolese del Rinascimento, che si parte il quale fu a Padova dal 1480 al 1482 a Padova per approfondire gli studi universitari. La vicinanza con la città dei Dogi, portò Pico a Venezia parecchie volte per confrontarsi e dialogare con i maggiori letterati dell’epoca. Nel 1491 ad esempio, era con il Poliziano, alla ricerca di libri e manoscritti ebraici per arricchire la biblioteca di Lorenzo de Medici. Sempre in quegli anni, Domenico Grimani - primogenito del doge Antonio - nato a Venezia nel 1461, teologo, cardinale e amministratore apostolico, fu amico di Giovanni Pico e acquistò in seguito, dagli eredi del filosofo mirandolano, la sua preziosa biblioteca di testi e manoscritti. Aldo Manuzio - noto per le famose Aldine, ed importante stampatore veneziano, che fece della Serenissima “la capitale della stampa” – fu invece nel 1482, compagno di studi del Mirandolano e a Venezia furono insieme “una fortunata unione di menti feconde”. Nel 1498 si stampò a Venezia l’Opera Omnia di Giovanni Pico a cura del nipote Giovan Francesco Pico che usò gli stessi torchi anche per il suo studio sulla “De Immaginatione” stampato nel 1501.

Anche pittura ed editoria hanno contribuito al rapporto tra le due città. Sante Peranda, nato a Venezia 1566, divenne il pittore ufficiale di corte della famiglia Pico e soggiornò in città nell’apice del ducato della Mirandola. Realizzò i ritratti di corte e dipinse il Ciclo delle sette storie di Psiche nel 1610 (oggi conservati a Mantova) e il Ciclo delle tre età del mondo. Mentre, fra la metà del ‘600 e l’inizio del ‘700 molti testi, che per motivi politici o religiosi non si poterono stampare a Venezia, uscirono editati a Mirandola come falso luogo di stampa. Tornando alle vicende della Famiglia Pico, Laura Pico nata nel 1660 a Mirandola, figlia del duca Alessandro II della Mirandola e di Anna Beatrice d’Este di Modena, prese casa a Venezia, dove visse felicemente fino al 1720. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google