Borelli: «Quella volta che indossai i panni di Gesù in un’opera rock»
Visibile online la registrazione del musical “Il primo Papa” con l’attore modenese
Paola ducci
Nell’attesa di tornare a calcare i palcoscenici, ora tutti possono vedere l’opera rock “Il primo Papa”, il musical dedicato alla vita di San Pietro, che mescola rock e teatro e che vede nel suo cast il cantante e attore modenese Heron Borelli, direttore artistico di Mumo arts Academy e interprete di eccezione di numerose e importanti produzioni teatrali e musicali nazionali e internazionali tra cui "Notre Dame de Paris". Lo spettacolo, nel quale il modenese interpreta Gesù, è composto e prodotto da Tony Labriola con i testi di Stefano Govoni. Da questi giorni, in occasione delle festività pasquali, è disponibile come film, per la regia di Fabio Bastianelli, sul sito www.nadamas.shop. «Questo progetto nato qualche anno fa - racconta Heron Borelli- debuttò a Roma nella Chiesa antistante al carcere Mamertino, luogo in cui l’imperatore Nerone tenne prigioniero San Pietro. Colui che fu il primo Papa, l’uomo scelto da Gesù per costruire la Chiesa. Di lui non si sa tanto, lo si vede rappresentato come un uomo bonario, dalla lunga barba bianca che sorregge un mazzo di chiavi custode del Paradiso. Ma ciò che i Vangeli ci hanno tramandato di questo uomo, che peraltro decise di farsi crocefiggere a testa in giù perché non si sentiva degno di essere crocefisso nello stesso modo di Cristo, era la sua profonda umanità, da qui il sottotitolo dello spettacolo “La libertà di essere uomo”. Un uomo che comunque ha saputo incarnare con coraggio il mandato di Gesù portando a termine con devozione e grande caparbietà la missione per cui era stato scelto, senza la paura di andare incontro alla morte. C’è un bellissimo passaggio nello spettacolo - ricorda l'artista- dove Pietro dichiara di fronte a Nerone che lui potrà uccidere il suo corpo ma non la sua dignità di essere umano libero nella sua essenza. Questo è il grande messaggio dell'opera».
"Il primo Papa", oltre a Borelli, vanta un cast di ottimo livello. Nei panni di Pietro c'è Simone Sibillano che ha anche curato la regia dello spettacolo teatrale mentre Ilaria de Angelis interpreta Maria, accompagnati sul palco da Marco Manca e Luca Maggiore, già interpreti di importanti musical italiani. «Essere Gesù è stato, nello stesso tempo, come compiere un viaggio spirituale ma estremamente umano- sottolinea Borelli- spesso Cristo ci viene tramandato come una figura solo divina ma leggendo in modo approfondito i Vangeli, per entrare nel personaggio, mi si è palesato un Dio che si fa davvero uomo, con le sue fragilità, con i dubbi, le paure e le emozioni forti come la rabbia e l’indignazione che dimostra per esempio quando entra al Tempio e caccia chiunque non stia pregando. È stato un piacevole e inaspettato percorso di illuminazione - conclude l'artista modenese- che mi ha aiutato a portare sulla scena un Gesù leader e carismatico, non morbido nel suo pensiero, ma estremamente determinato perché, in quel contesto storico, non sarebbe mai riuscito a farsi trascinatore di folle e a portare a termine la sua missione se non fosse stato così».
Il film dello spettacolo, che non appena sarà possibile verrà ripreso in teatro e diventerà un vero e proprio film, è per ora disponibile anche in versione Dvd. —
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