Gazzetta di Modena

Un grande personaggio che Modena fatica a celebrare

M.F.

Sedici anni fa una mostra documentale ne ha raccontato l’importanza  Altri hanno fatto di più. Parma gli ha intitolata anche una biblioteca  

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IL CASO

Bisogna risalire al 2005 per le iniziative a Modena a favore di Ugo Guandalini, in occasione dei 100 dalla nascita. È verso la fine del 2005 che viene presentata presso il Caffè del’Orologio la mostra “Ritratto di un uomo di buona volontà”, con documenti, rare foto, scene caricaturali di Mario Molinari. Materiale dato in prestito dalla Biblioteca Estense e collezionisti privati. La rassegna veniva poi portata, nel gennaio 2006, da Luca Bonacini, titolare del Caffè del centro storico, alle Giubbe Rosse di Firenze. Due anni dopo la nuova mostra “Guanda, Delfini e la cultura modenese”con i preziosi libri, anche in edizioni originali, conservati al Laboratorio di Poesia, diretto da Carlo Alberto Sitta. Nello stesso anno pure il convegno nel Teatro della Fondazione Collegio San Carlo, organizzato da Emilio Mattioli e Sitta. Più attenzione, ben prima, a Parma che nel 2004 gli ha intitolato, come evidenziava nel 2005 la nuora Mariangela Guandalini, (moglie di Giorgio, figlio di Ugo) una strada, e nel 2002 gli ha reso onore con una esposizione delle sue edizioni e un convegno storico, moderato da Corrado Augias. E da oltre 40 anni che la biblioteca civica delle Asse porta il suo nome. A Viadana Guanda è stato ricordato nel 2005 con una mostra per il Festival dell’Editoria. Anche altre città (Trento, Rovereto…) si sono ricordate di lui. Qualcosa di più potrebbe fare anche Modena a cui Guanda era profondamente legato, tanto da donare alla Deputazione di Storia Patria, dopo la pubblicazione del 1963, le “Lettere d’amore” di Delfini. —



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