Algoritmi e intelligenza artificiale così cambieranno le nostre vite
Francesconi: «Sarà iQuanti la parola chiave della seconda stagione per scoprire come possono convivere innovazione tecnologica ed espressività culturali»
ELENA PELLONI
Parte venerdì prossimo, 16 aprile, il secondo capitolo della stagione di Ago Modena Fabbriche Culturali. iQuanti sarà il titolo di questo secondo blocco di eventi, patrocinati dalla Fondazione di Modena, Comune di Modena, Università di Modena e Reggio Emilia, Mibact, durante i quali si tenterà di indagare la frammentarietà della realtà in cui viviamo. Frammentarietà resa evidente dalla teoria quantistica, rivoluzionaria scoperta scientifica della seconda metà del Novecento, e divenuta tangibile grazie al mondo digitale. All’interno di un mondo sempre più “pixellato”, Ago continua a indagare l’impatto della tecnologia sulla cultura e sull’esperienza contemporanea, proponendo 8 appuntamenti dedicati alla realtà digitale. Un blocco che segue quello invernale, nel quale si era indagata la questione della Trasmissione del patrimonio culturale attraverso la tecnologia. Cos’è e come agisce l’intelligenza artificiale? Le macchine imitano il reale o lo comprendono? Come funzionano i computer quantistici? La fisica e l’arte sono così distanti? Queste le domande che accenderanno il dibattito nelle 6 Conversazioni in diretta streaming dove la parola verrà ceduta a professionisti del settore: tecnologico, fisico, digitale e artistico. Due saranno invece gli eventi laboratoriali previsti per questa stagione primaverile di Ago.
«Vista la buona risposta del pubblico, in termini di visualizzazioni, avuti per l’esordio di Ago Modena Fabbriche Culturali, ci aspettiamo di riuscire a raggiungere una vasta platea anche in questo secondo ciclo di eventi – è l’auspicio di Daniele Francesconi, responsabile del programma culturale – Purtroppo ci aspettavamo di dover rinunciare a una programmazione in presenza, per cui la modalità online non sposta il baricentro della stagione iQuanti. Una caratteristica particolare di questo nuovo gruppo di appuntamenti è quella di mettere in scena la relazione tra innovazione tecnologica ed espressività culturali – prosegue – Lo fa in vari piani: dalle arti visuali alla musica. Questa è la peculiarità che contraddistingue il lavoro di Ago, ovvero esplorare questi attraversamenti tra linguaggi differenti».
L’artista Luca Pozzi e il fisico Daniele Oriti si confronteranno su arte e quantistica. Telmo Pievani, filosofo della contingenza, sarà protagonista di una conversazione che mostra la realtà come il risultato di connessioni imprevedibili. Mentre più che una conversazione, i musicologi e compositori Daniele Ghisi e Carmine Cella creeranno un percorso d’ascolto, accompagnando lo spettatore attraverso armonie create dall’intelligenza musico-artificiale. Leonardo Banchi, Stefania De Curtis, Raffaele Tripiccione, Paola Verrucchi dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare spiegheranno le potenzialità del Quantum Computing e come questo promette di modificare radicalmente il nostro rapporto con la complessità. Chiuderà i talk Rita Cucchiara tra le venticinque donne più influenti nel campo della robotica secondo RoboHub. In un dialogo condotto da Felice Cimatti, filosofo del linguaggio e a lungo conduttore di Fahrenheit RAI Radio3, verranno esplorate le principali questioni poste dall’intelligenza artificiale: il modo in cui le macchine comprendono la realtà e la replicano, come si allena una rete neurale e quali sono le possibili applicazioni di questa nuova forma d’intelligenza. Due spazi del programma verranno invece dedicati ad Esperienze e laboratori: un modo per passare dalle teorie digitali alla loro applicabilità pratica. Sara Tonelli, della Fondazione Bruno Kessler, e Lorenzo Baraldi, ingegnere del DHMoRe, illustreranno il funzionamento dei sistemi di trascrizione automatica.
Mentre Future Education Modena (Fem) condurrà un laboratorio per osservare più da vicino la realtà dei social media, fenomeni sociali e linguistici complessi, dove linguistica cognitiva e data science interagiscono tra loro. Sarà inoltre disponibile (dal 21 aprile) il prototipo di trascrizione automatica dei testi manoscritti progettato da Unimore.
«I due laboratori che proponiamo – spiega Francesconi – sono format interattivi che corrispondono agli obiettivi di Ago e dei suoi partner. Ossia, sperimentare delle forme di interazione culturale nuove, favorite dall’innovazione tecnologica». —
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