La sacralità della natura nelle opere della Dall’Olio
Michele Fuoco
CASTELNUOVO Secondo appuntamento a Crac Spazio Arte di Castelnuovo con la mostra “Ierofanie vegetali” di Giulia Dall’Olio. La mostra, a cura di Maria Chiara Wang e Alessandro Mescoli, apre oggi, alle 11.30. Nessuna presenza, all’inaugurazione, se non quella dell’artista bolognese, dei curatori, del sindaco Massimo Paradisi e dell’assessore Sofia Baldazzini. Per tutti gli altri, trasmissione in diretta Facebook di Castelnuovo. Ma l’ampia vetrina, nello spazio sotto le mura storiche, consente ai passanti la visione delle opere che vogliono manifestare l’inviolabile esistenza della natura e trattengono il senso di una esperienza anche mistica. La mostra si compone di una serie di recenti disegni a carboncino su carta. L’artista ne spiega il procedimento. «Stendo il carboncino sulla carta e lo lavoro, per sottrazione, con le mani, tirando fuori forme che ricordano la natura. La mia ricerca ruota sul rapporto, disquilibrio tra uomo e natura. Negli anni abbiamo potuto vedere che l’uomo ha cancellato il paesaggio per sue necessità e scopi vari. Io, invece, cerco, in una sorta di contrappasso, di dargli vita. Nel senso che io, che sono la metafora dell’essere umano, do vita a quello che è l’elemento naturale. In questo periodo che ci ha costretti e ci costringe ad essere soli, ad avere meno rapporti, la natura diventa un po’ il pretesto per abitarla in maniera più profonda, per perdermi tra le fronde di questa selva e cercare qualcosa d’altro. Lo scopo di questi disegni (i fogli vengono incollati su tela) è che l’osservatore possa riuscire a scoprire la bellezza dell’atto naturale e immergersi all’interno di queste selve, come se le potesse toccare e farle rivivere nel suo immaginario». L’immagine, nella sua dimensione quasi informale, s’iscrive in una sorta di enigma da svelare. «Nelle sue opere - spiega Maria Chiara Wang nel testo critico - cogliamo la vita, il movimento della natura, un ritmo che è sinonimo di rigenerazione e rinnovamento; restiamo ipnotizzati dai volumi di una flora folta e rigogliosa di cui possiamo percepire consistenza, profumo e intensità dei verdi, seppur raffigurata in bianco e nero. La natura è pregna di sacralità: contemplandola si possono scoprire le molteplici forme del sacro che in essa si manifestano (Ierofanie), un sacro che attrae e che al contempo impaurisce». —
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