Data base, video, realtà virtuali: i 25 progetti nella rete modenese
Sono cinque gli ambiti della rete di “Futura creativa” presentati per la candidatura Città Creativa Unesco. L’ambizione di Modena, ha detto Vittorio Salmone che coordina le undici città italiane già presenti in questo progetto mondiale, è di mettersi in rete sul piano internazionale di un network nato nel 2004 che conta in tutto 246 città, dalle megalopoli a cittadine storiche ricche d’arte e di esperienze uniche. «Una proposta che denota il grado di maturità di Modena - ha detto Salmone - il progetto mostra consapevolezza e centratura dei criteri in linea con quello che porta avanti il network».
Vediamo come si compone questa rete modenese. Il primo settore è quello della Formazione. Rientrano: Fem per il Laboratorio di visual arts e educazione permanente; DhMore, un programma dell’università di Modena e Reggio specifico per le Digital Humanities; 71 Musichub Centro Musica che da tempo svolge programmi complessi di musica in rapporto creativo con altre arti visive e la digitalizzazione, oltre al progetto “Urban Video”; il Teatro Comunale Pavarotti e Fregni con un corso di alta formazione video per spettacoli dal vivo; San Carlo e Formodena per le culture in rete; Laboratorio Aperto (preso l’ex Aem) per le attività legate al digitale e per la “Cultural lab platforming” in campo audiovisivo. Il secondo campo riguarda la digitalizzazione applicata: le Gallerie Estensi e la Biblioteca Estense con l’avanzato progetto Edl (Estense Digital Library); Ago con “Lodovico” la banca dati per il patrimonio culturale; Fmav per la digitalizzazione del Museo della Figurina; le Biblioteche Comunali con il progetto editoriale di ebook de Il Dondolo; e progetti indipendenti come quelli di Ovestlab al Villaggio Artigiano e dell’Istituto Storico. Terzo livello, le arti: gli artisti di Drama Cinedanza col Festival di video danza; l’Ert con ErtOnAir e le “Vie dei festival” col teatro sperimentale; Digital Atelier per le scenografie digitali e per l’alta formazione sulla realtà aumentata. Quarto livello, le arti visive: il Dig Festival per il giornalismo d’inchiesta; Urbaner la piattaforma di street art; Via Emilia Docfest sul cinema documentario e digitale; Fmav con le attività espositive sulle Digital Arts: il Teatro Comunale con “Virtuoso” il programma per la visione dello spettacolo teatrale in 3D; il San Carlo col “Laboratorio Duemilaventisei”, esposizione di opere antiche e immagini robotizzate; al Laboratorio Aperto il “Virtual Reality Movie Festival” dedicato allo storytelling nella realtà virtuale; al Museo Civico il “Viaggio immersivo nella storia di Modena”; alle Gallerie Estensi “Personart”, applicazione di intelligenza artificiale per trovare similitudini tra opere d’arte. Ultimo livello, la musica: Node Festival per la musica elettronica; il Centro Musica 71 Musichub con progetti multimedia in residenza per creare colonne sonore e sculture musicali; al Teatro Comunale “TeatroNet” per dirette streaming di opere liriche e “Operastreaming” per la fruizione di opere su Youtube. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google