Serena: «Lancio Ophelia in un concerto navigando lungo i canali di Londra»
Serena Carretti, in arte “Serena”, si è trasferita da Sassuolo a Londra nel 2014 per studiare al British and Irish Music Institute, laureandosi in canto a composizione. Cantante e chitarrista, sul palco la si vede anche suonare il suo controller pieno di tasti e pulsanti colorati.
La giovane, classe ’93, è anche compositrice e ha alle spalle diversi lavori. Tra questi, il singolo “Painkillers” è uscito nel 2017; alla fine dello scorso anno ha pubblicato “Wild Lavender”. Adesso è uscito “Ophelia”, brano dalle sonorità indie ed elettroniche: se per realizzarlo la cantante si è molto ispirata ad “Hyperballad”, un pezzo di Bjork, il brano rispetta una struttura tipicamente pop. E per lanciare il suo nuovo singolo, la sassolese sabato si esibirà insieme ad altri artisti in un concerto lungo un canale di Paddington, in centro a Londra.
Perché il titolo “Ophelia”?
«Ophelia è il nome dell’uragano che si è abbattuto sulla Gran Bretagna nel 2017 che portò con sé sabbia dal deserto: Londra fu invasa da un’atmosfera apocalittica. Stavo attraversando un periodo difficile, ansia e depressione erano all’ordine del giorno. Il giorno in cui scrissi il brano stavo andando dal mio chitarrista Linus per una sessione di scrittura, ebbi un attacco di panico. Era come se ci fosse un uragano dentro di me ed un uragano fuori di me e si fossero incontrati».
La canzone parla dell’incontro tra questi due uragani?
«Nelle strofe vengono descritti tutti i posti per cui l’uragano passa prima di “incontrarmi”. Nel ritornello mi rivolgo a Ophelia e le chiedo di portarmi via con lei, lontano da tutto. Ci ho messo tre anni prima di arrivare alla versione attuale di questa canzone, credo che sia cresciuta con me. Ho intrapreso un percorso di terapia per migliorare la mia salute mentale. Ophelia è stata una tempesta inaspettata, così come la mia Ophelia. Ho imparato a proteggermi dal prossimo uragano, e ci tenevo che questo messaggio si percepisse anche alla fine della canzone. Io ho scritto testo e la melodia, gli accordi e la struttura li ha scritti il mio chitarrista e collaboratore Linus Håkansson».
Questo brano anticipa un Ep?
«Sì, a maggio uscirà il mio primo Ep, “Wasteland”, che sarà composto da quattro brani, tutti prettamente elettronici. Sono pezzi molto diversi tra loro, in effetti avrei potuto farli uscire tutti separatamente, ma mi piaceva l’idea di presentami al pubblico con un progetto che avesse un concept di fondo. Ascoltandoli tutti insieme si potrà capire che fanno parte di un’unica storia, un unico percorso. Ho lavorato insieme a un produttore, Sean Frost».
Come si svolgerà l’evento a cui prenderai parte sabato?
«Incredibile ma vero, tornerò a suonare live. Il governo inglese prevede di ripartire con le performance dal vivo verso giugno, ma questo evento sarà Covid-safe. Si tratta di un silent-concert, si ascolta tutto in cuffia. La cosa peculiare è che in questo caso il palco sarà il tetto di una barca che galleggia su uno dei canali di Paddington in centro a Londra e il pubblico sarà seduto a riva distanziato. Non sto nella pelle». —
STEFANIA PISCITELLO
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