Ater Fondazione diventa il motore del futuro della danza contemporanea
PAOLA DUCCI
Ater Fondazione, l’istituzione che ha sede a Modena e che dal 13 gennaio è passata da associazione a Fondazione, in occasione della “Giornata mondiale della danza” che si celebra oggi, si fa capofila della rifondazione di “E’Bal – palcoscenici per la danza contemporanea”, un progetto nato in Romagna nel 2018 (da qui il nome E’BAL, che in dialetto significa il ballo) che ha da subito perseguito lo scopo di rendere la Regione Emilia-Romagna il punto di riferimento della danza contemporanea italiana, collegando alcune tra le principali realtà del territorio, da quest’anno ancora più numerose con l’adesione di nuovi partner provenienti da Bologna e Ravenna con l’idea di estendere anche al territorio emiliano il progetto con la ricerca di nuovi e partner provenienti anche da altre città tra cui Modena. Per annunciare la rifondazione e l’ampliamento di questo progetto è stato presentato ieri in Regione un Manifesto d’intenti a cui hanno aderito alcune delle più importanti istituzioni culturali della regione. Insieme al Manifesto, è stato siglato anche un nuovo Protocollo d’Intesa, in cui Ater Fondazione figura come capofila fino al 2022. «La nostra Fondazione – spiega Patrizia Ghidini presidente di Ater Fondazione- grazie al suo rinnovamento di mission che va anche nella direzione della promozione di produzioni artistiche della nostra regione sia in Italia che all'estero, si è fatta capofila di questo protocollo d’intesa siglato da una rete di 11 enti tra teatri, festival, associazioni di spettacolo e centri di residenza, che realizzeranno un cartellone regionale (già in partenza dall'estate) con oltre 40 eventi tra spettacoli, residenze, incontri e laboratori in oltre 20 spazi teatrali, configurandosi come un progetto particolarmente attento a perseguire l’obiettivo di far crescere in quantità e qualità il pubblico della danza contemporanea». E’Bal offrirà dunque agli spettatori la possibilità di coltivare e alimentare un proprio sguardo creativo sulla danza contemporanea attraverso un forte rapporto con lo spazio pubblico e le collettività che lo abitano, i territori, i paesaggi, gli spazi urbani e i teatri in cui l’evento si colloca, con un occhio di riguardo per le nuove generazioni mediante progetti specifici rivolti alle scuole e alle famiglie. «Oggi questo progetto – sottolinea sempre Ghidini- si rafforza soprattutto sul piano strategico, di visione complessiva, di opportunità. E’ un rafforzamentocapace di presidiare tutti gli aspetti della filiera della danza: dalla ricerca alla formazione, dal sostegno dei giovani autori alle performance negli spazi urbani, dalle residenze creative alla produzione degli spettacoli, alla loro circuitazione, fino alla formazione del pubblico, agli incontri con gli artisti e agli strumenti di accesso come l’utilizzo di una specifica card. Ognuno dei soggetti rappresenta un pezzo importante di questa strategia. Ma ciò che è ancora più importante è che si dà avvio ad un grande laboratorio della danza contemporanea che rappresenta un unicum, anche nel panorama nazionale». Conclude l’assessore regionale alla Cultura Mauro Felicori: «Una realtà metropolitana che può diventare sempre più un grande e importante polo della creatività in Italia». —
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