Musei Ferrari, così riparte il mito della velocità: sicurezza e auto da sogno
Il direttore Michele Pignatti Morano: «Un anno difficile per Modena e Maranello Un percorso digitale e tante novità, oltre alla rassegna dedicata ad Agnelli»
Elena Corradini
Da lunedi 26 aprile i Musei Ferrari, che comprendono in unico brand il Museo Ferrari di Maranello e il Museo Enzo Ferrari di Modena, hanno riaperto al pubblico tutti i giorni dalle 9.30 alle 19, con prenotazione obbligatoria il sabato e nei giorni festivi e la disponibilità in esclusiva, per chi ne fa richiesta, di visite guidate non solo in italiano ma in molte altre lingue: inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, russo, cinese, giapponese e arabo.
I Musei Ferrari, di solito aperti tutto l’anno, con la sola eccezione di Natale e Capodanno, possono finalmente recuperare, come gli altri musei, il contatto in presenza con i visitatori, con la consapevolezza che la cultura sempre più può diventare leva di crescita e di aggregazione.
Il lunghissimo periodo di chiusura legato al contenimento della pandemia era stato inframezzato solo dal breve periodo di riapertura del mese in febbraio. Ne abbiamo parlato con il direttore Michele Pignatti Morano.
Come aveva risposto il pubblico alla breve riapertura?
«I Musei Ferrari hanno due anime – risponde il direttore – quella racing d’azienda di Maranello e quella life style di Modena, legata alla persona di Enzo Ferrari con la sua casa natale e il Museo, ciascuna con la sua realtà e la sua storia. Quando abbiamo riaperto nella settimana dal 15 al 19 febbraio l’affluenza è stata molto buona e abbiamo avuto la sorpresa di ricevere turisti stranieri. Gli stranieri, che costituiscono circa il 70-80% del nostro pubblico, sono praticamente scomparsi lo scorso anno, che è stato molto difficile perché siamo rimasti chiusi per 142 giorni: per fortuna però il pubblico italiano si è quasi triplicato».
Come avete affrontato le difficoltà determinate dalla pandemia?
«La pandemia ha aiutato a pensare in maniera diversa: abbiamo dovuto riguardare tutta la programmazione e abbiamo preso tutte le precauzioni possibili seguendo anche il processo che abbiamo in azienda, che è il Back on Track, il tornare in pista che abbiamo sempre portato avanti. I nostri Musei sono luoghi sicuri perché abbiamo predisposto tutto per aprire in sicurezza: rileviamo temperatura, controlliamo il corretto uso della mascherina, la omaggiamo a chi non la possiede, sanifichiamo le mani e anche le scarpe e abbiamo anche cambiato il percorso di visita ai Musei per evitare che ci siano incroci di pubblico».
Quali sono i progetti in corso e quelli futuri?
«La nostra attività sui social media è cresciuta – dice Pignatti Morano –perché abbiamo rafforzato il nostro rapporto sui social con gli appassionati. Con loro non parliamo solo del Museo di Maranello e di quello di Modena, ma abbiamo creato il “terzo museo”, quello digitale, dove facciamo riferimento alla nostra storia, alle nostre origini, ai nostri valori. Nonostante la chiusura abbiamo allestito a Modena, nella casa natale di Enzo Ferrari, una nuova mostra dal titolo “Gianni Agnelli e Ferrari. L’eleganza del mito” in occasione dei cento anni dalla nascita dell’avvocato. É stata inaugurata il 12 marzo, data di nascita di Gianni Agnelli. Sono in mostra alcuni modelli di Ferrari, ora per la maggior parte di proprietà di collezionisti stranieri, che Agnelli si fece personalizzare con la collaborazione di Maranello, a partire dalla prima Ferrari da lui posseduta, la 166MM, da cui rimase colpito al Salone dell’auto di Torino del 1948 e che ora appartiene a un collezionista inglese. Per dare la possibilità agli appassionati sia italiani che stranieri di visitare la mostra sono stati organizzati tour virtuali live streaming, della durata di mezz’ora, con la doppia opzione italiano/inglese, tutti i giorni alle 17.30: si possono prenotare gratuitamente fino ad oggi, venerdì 30 aprile, e sono molto apprezzati. Stiamo organizzando alcuni cambiamenti per il Museo di Maranello, oltre a una mostra che dovremmo inaugurare indicativamente nei mesi di maggio-giugno». —
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