Teatro Michelangelo «Si rialza il sipario: rispetto l’impegno con il nostro pubblico»
Berto Gavioli presenta i primi 5 spettacoli in arrivo a partire da oggi e guarda con preoccupazione al futuro della storica sala cittadina
L’INTERVISTA
nicola calicchio
Si rialza il sipario al teatro Michelangelo di Modena. Dopo oltre 450 giorni di chiusura si riparte con cinque spettacoli in attesa della programmazione della nuova stagione che prenderà il via in autunno. Il teatro di via Giardini riprende l'attività recuperando alcuni spettacoli dedicati ai bambini, agli amanti del cabaret e dei musical, ma solamente con 240 posti a sedere in base alle normative governative. I teatri hanno una stagione che va dall'autunno alla primavera. La ripartenza potrebbe essere quindi molto breve e comunque non per tutti: c'è chi lamenta i criteri troppo stringenti per accogliere il pubblico, tanto da non rendere economicamente sostenibile la riapertura. Molti teatri stanno aprendo le porte ma il timore si concentra nelle realtà più piccole, dove la paura è che non si riesca a ripartire neanche con la prossima stagione in autunno. Primo appuntamento al Teatro Michelangelo, alle 17 di oggi, con la Compagnia Fantateatro che presenta “Ercole”, spettacolo per i più piccoli. I biglietti già acquistati in precedenza valgono per oggi.
«Si riparte con il recupero di cinque spettacoli della passata stagione, ma ve ne sono ancora tanti altri da portare in scena – spiega Berto Gavioli, direttore del teatro – Ci riproviamo, ma l'importante è cercare di ripartire perché siamo stati troppo tempo fermi. Da ottobre in poi speriamo di ritornare ad una normalità anche con l'utilizzo di tutti i posti a sedere. Sarà comunque una stagione basata sui recuperi degli spettacoli precedenti. Si spera che presto possa cambiare anche l'orario del coprifuoco. Questi primi appuntamenti per i bambini sono programmati alle 17 mentre quello con Maria Pia Timo l'orario sarà alle 19. Per il musical speriamo di fare due repliche visto che la prima è già tutta esaurita».
Come si è difeso il Michelangelo visto che è un teatro privato e non riceve sovvenzioni dagli Enti del territorio?
«Siamo in gravi difficoltà economiche. Abbiamo avuto pochi ristori che sono serviti a poco ma, guardando i conti, siamo spaventati. Non avendo nessuno aiuto e nessuna comprensione da parte dell'amministrazione , si fa fatica a guardare il futuro con ottimismo. Prendiamo quel poco che arriva ma anche la cassa integrazione è finita. Non è una situazione semplice e se lottiamo per venirne fuori è perché siamo determinati. Se non vi sarà nessun aiuto, nessuna considerazione dell'importanza che riveste questa sala per la città, veramente la vedo complicata».
Per l'autunno già vi sono alcune date, ma si lavora sempre nell'incertezza. «Quelle che sono segnate sul sito e già fissate con le compagnie, partono dal presupposto che vi sia l'utilizzo completo della capienza dell'intera sala altrimenti bisognerà rivedere la programmazione. Tutti gli spettacoli saranno riproposti e il nostro compito nella stagione 2021/2022 sarà quello di recuperare le date sospese. Ripeto, se non veniamo considerati dall'amministrazione come una realtà culturale da sostenere per la città, sarà difficile. Sicuramente il nostro impegno lo rispetteremo, ma quando saremo alla fine bisognerà vedere se riusciremo a stare in piedi».
Ha pensato di chiudere dopo 32 anni di programmazione?
«La voglia ci sarebbe ma ho un impegno con il nostro pubblico e questo impegno lo voglio onorare fino in fondo. Nell'arco di questo tempo se cambia qualcosa che ci possa far vedere qualche interessamento da parte delle istituzioni con un minimo di aiuto, allora credo che il Michelangelo andrà avanti. Se questo non dovesse accadere allora bisognerà fare i conti per vedere se si potrà continuare». —
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