La Santissima Trinità di Raffaello nella collezione Haltadefinizione
Michele Fuoco
Non solo 24 capolavori (Velata, Madonna del Granduca, Ritratto del Cardinal Bibbiena, San Giovannino, custoditi alla Galleria Palatina e agli Uffizi di Firenze…), ma anche lo “Stendardo della Santissima Trinità” di Raffaello, conservato a Città di Castello, è stato digitalizzato con tecnologia gigapixel da Haltadefinizione, tech company di Franco Cosimo Panini Editore. Una rigorosa operazione fatta prima dell’intervento di restauro, condotto dall’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro (ISCR), in vista della mostra “Raffaello giovane a Città di Castello e il suo sguardo”, curata da Marica Mercalli e Laura Teza, che si inaugurerà il 18 settembre presso la Pinacoteca comunale di Città di Castello. Qui è custodita l’opera che costituisce il primo lavoro autonomo del maestro urbinate, anche se i suoi dipinti realizzati a soli 17 anni mettono in luce un linguaggio altamente poetico, assimilato dal clima culturale e artistico della Urbino dei Montefeltro. Il dipinto, commissionato nel 1499 come ex voto, in seguito alla peste che aveva colpito la cittadina, raffigura sul recto Cristo in Croce, l’Eterno, San Sebastiano e San Rocco, tradizionali protettori evocati dal popolo durante le pandemie. Sul verso viene rappresentata la Creazione di Eva. Un’opera di tutto rispetto, pur con qualche vicinanza ai modi del Perugino e con echi della produzione creativa di Luca Signorelli. «E importante – dice l’assessore alla cultura Vincnzo Tofanelli - l’intervento di Haltadefinizione sullo Stendardo per il ruolo che Città di Castello ha avuto nel periodo di formazione di Raffaello ed anticipa una delle opere centrali della mostra di settembre, nell’ambito del Cinquecentenario dalla morte». La collaborazione tra Città di Castello e Haltedefinzione c’è stata, anche prima, per lo Sposalizio della Vergine che si trova alla Pinacoteca di Brera. L’opera, in gigapixel, è stata ricollocata, dopo 222 anni, nella chiesa di S. Francesco della cittadina umbra. «L’acquisizione dello Stendardo con le nostre tecnologie d’avanguardia in futuro potrà – evidenzia Luca Ponzio, fondatore di Haltadefinizione – in futuro essere funzionale per il monitoraggio e la valorizzazione del dipinto. Inoltre, la collettività adesso può accedere alla visione del capolavoro anche a distanza in forma digitale. La digitalizzazione può essere un prezioso supporto per studiosi e ricercatori ». —
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