Apre a Modena il centro “Oniro” con la personale di Frasnedi
L’associazione, voluta da un gruppo di giovani sarà inaugurata giovedì in via Borelli.
Michele Fuoco
MODENA. Nasce l’associazione culturale “Oniro” e giovedì l’inaugurazione in via Borelli 20, con la presentazione dalla mostra del bolognese Alfonso Frasnedi, molto noto a Modena per essere stato, per 20 anni, preside dell’Istituto d’Arte Venturi. Taglio del nastro alle 18.30, con interventi del presidente Marco Muzzarelli, di Silvia Pini, madrina dell’associazione, nonché ideatrice dell’Ecovillaggio di Montale, del maestro Frasnedi e dello scrittore e socio di Spirali edizioni Sergio Dalla Val. Ci saranno anche autorità cittadine. In ottemperanza alle normative di prevenzione sanitaria, è necessaria la prenotazione ai seguenti recapiti: 3483361991; 3487217021; oniro.arte@gmail.com . La nuova associazione si compone soprattutto di giovani. “In un periodo in cui sembra – dice la vice presidente Elena Bursi - che le politiche comunitarie stiano riservando un’attenzione crescente verso le nuove generazioni, nella Terra dei Motori ci sono giovani vivaci culturalmente che non stanno fermi. Così accade che alcuni giovani talentuosi costituiscano un’associazione culturale per valorizzare opere d’arte e d’invenzione di autori con una storia espositiva di estrema importanza e una qualità attestata da una bibliografia di rilievo”. L’associazione punta soprattutto ad una cultura in diverse direzioni, come possono essere gli incontri con scrittori del nostro tempo, conferenze e dibattiti di grande interesse. Vengono, quindi, proposti personaggi che non amano il clamore, ma sanno operare con bravura e intelligenza, propendo lavori di alta qualità creativa, come quelli di Frasnedi che, dopo il diploma all’Accademia di Bologna, già a 22 anni, nel 1956, è presente alla Biennale di Venezia e, quattro anni dopo, per aver vinto una borsa di studio del governo francese, si trasferisce a Parigi, dove resta fino al 1962, immergendo nel vivace clima culturale della “Ville Lumière” per farsi partecipe di un’idea dell’arte praticata all’interno delle condizioni creative del tempo. Per la mostra modenese, fino al 27 giugno, sono stati scelti 16 capolavori del periodo 1996-2008, che fanno parte delle oltre 500 opere raccolte nella monografia edita da Spirali, dal titolo “La materia della felicità. Il contrasto, il dibattito, la tranquillità” che reca anche testi critici e note bibliografiche, a cura di Fabiola Giancotti”. Si tratta di dipinti che rinnovano l’esperienza inesauribile del colore e della materia. Nessuna forma di rappresentazione reale, ma una forte tensione conoscitiva rivolta alla propria interiorità, attraverso calibrati cromatismi che si connotano di sensi arcani, di compenetrazioni emotive dell’anima. Sarebbe facile ascrivere questa pittura in una dimensione informale. Ma la sua è una gestualità controllata che gli permette di gestire il colore come pulsione, essenza e presenza, ritmo con cui si manifesta la vita stessa dell’uomo. “Il colore è - rivela l’artista - ciò che fa nascere il mio lavoro, il colore depurato da altri aggettivi è il motore che fa nascere l’opera con la sua emozione. Nel tempo si potrebbero riscontrare alcuni dati non riferibili al solo colore che però ne conseguono determinando l’opera. La costante è nella dualità di elementi che dal loro dibattito fanno nascere l’immagine. È un dato razionale in cui il colore assume e modifica la superficie”. Frasnedi, che pure ha attraversato la pop art e altre forme espressive, si identifica in questa fascinosa pittura che sprigiona il senso poetico dell’esistente. Artista ma anche docente in vari istituti d’arte, Frasnedi ha partecipato al dibattito artistico con conferenze e lezioni anche all’estero. Numerose le mostre monografiche. Nel 2007 ha partecipato alla collettiva “Tesori dell’Italia” in Cina.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
