Gazzetta di Modena

Con i teatri modenesi si creò un feeling speciale «Rapita dalla loro bellezza»

Con i teatri modenesi si creò un feeling speciale «Rapita dalla loro bellezza»

La notizia della scomparsa ha colpito gli appassionati di danza Numerosi i ricordi legati alle sue esibizioni sui nostri palcoscenici 

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MODENA. La notizia della scomparsa di Carla Fracci ha rapidamente fatto il giro del mondo e dei teatri. Compresi quelli di Modena e di Carpi dove ancora si ricordano le esibizioni impeccabili e uniche della grandissima ballerina. Chi ha assistito ad uno spettacolo con lei sul palco, sa di aver assistito a qualcosa di unico, come unica era lei. «È stato un onore averla ospite e incontrarla qui a Modena in occasione di una produzione prestigiosa come l’Aida di Zeffirelli. - ricorda il direttore del Teatro Pavarotti Aldo Sisillo - Carla Fracci ha accompagnato la storia del Teatro alla Scala per tanti anni e rappresentava la danza italiana fin dagli anni Cinquanta e Sessanta a livello internazionale, anche grazie ai rapporti con i grandi interpreti del dopoguerra come Baryshnikov, Barishnikov, Vasiliev e Nureyev».

Quell’Aida, di cui ancora oggi il teatro Pavarotti conserva gelosamente una foto ricordo di Carla Fracci, scattata nel camerino modenese con in testa la corona di Aida, durante i preparativi dello spettacolo.

Ma numerose furono le esibizioni della ballerina in città. La prima volta avvenne durante la stagione di balletto del 1971-72, quando Fracci era tra i protagonisti de “Il bacio della fata”. Tra le più recenti appunto l’Aida proveniente direttamente dalla Scala di Milano, per la regia di Franco Zefirelli, spettacol o ancora oggi ricordato per la sua alta qualità.

Nel 1999, l’ultima esibizione, con il Comunale incantato da «L'heure exquise» «una liturgia della danza» secondo Bejart proposta insieme a Micha Van Hoecke. Di Modena all’epoca, Carla Fracci, disse «Sono veramente felice di questo ritorno al teatro Comunale, una sala a cui ho dato molto e un pubblico che mi ha applaudita in alcuni importanti spettacoli di repertorio. - disse - Poi, come accade spesso nel nostro lavoro, ci siamo persi di vista ma ora sono qui e spero di rivedere presto la vostra città, senza dover aspettare degli anni».

Negli anni successivi venne spesso come ospite degli spettacoli del “Pavarotti and friends” dell’amico Luciano Pavarotti. Fu presente insieme al marito anche in occasione dei funerali del tenorissimo. E a proposito di lirica, tra le stelle del mondo del teatro, con cui aveva un legame particolare, figura anche il soprano Raina Kabaivanska.

Più di recente, nel 2013, insieme al marito regista teatrale Beppe Meneghetti fu invitata a una serata promossa dal Comune di Carpi per la rassegna “I libri di San Rocco” in cui rivelarono il loro particolare affetto per il teatro Comunale di Carpi, all’epoca chiuso a causa del terremoto «Il teatro di Carpi deve riaprire e questo deve succedere il prima possibile. - dissero - Dovrà essere un’inaugurazione in grande stile e noi siamo disponibili a darvi una mano gratuitamente per organizzarla». E Carla Fracci ricordò la sua prima volta a Carpi, del quale conservava un affettuoso ricordo. «Arrivata a Carpi ero passata per questa piazza immensa, deserta - raccontò - tanto che mi ero un po’ impensierita chiedendomi se qualcuno sarebbe venuto allo spettacolo o mi sarei esibita dinanzi a una platea deserta. Ma entrata nel teatro sono rimasta rapita dalla sua bellezza e ad assistere allo spettacolo c’erano tantissime persone e fu un successo che ricordo ancora oggi con piacere». Nell’occasione tre giovani ballerine le donarono un rosa bianca e lei ricambiò con autografi con dedica, momento immortalato in una foto che svela l’emozione delle tre piccole di fronte a un mito della danza. —

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