Al modenese Roberto Barbolini il premio Giovannino Guareschi
Lo scrittore, saggista e critico vince con la sua fortunata raccolta dal titolo «Il maiale e lo sciamano» ambientata nella pianura Padana
il personaggio
CRISTIANA MINELLI
Roberto Barbolini, scrittore, saggista e critico di casa nostra – con uno straripante e multitasking talento letterario riconosciuto in Italia e fuori confine, in forza del quale, per dire, ha pure affrontato un viaggio di lavoro in Transilvania che si è trasformato in una vera e propria caccia al vampiro – ha conquistato e ne sarà ben lieto, il premio intitolato al papà di Don Camillo e Peppone, scrittore, giornalista, umorista e caricaturista italiano fra i più venduti e tradotti al mondo. La sua raccolta di racconti «Il maiale e lo sciamano», (pp. 384. € 15 cartaceo, € 6,99 ebook), edita dalla Nave di Teseo, ha vinto infatti la sesta edizione del «Premio Giovannino Guareschi» per la letteratura umoristica, che gli verrà assegnato domenica 13 giugno alla casa archivio Giovannino Guareschi di Roncole Verdi (Parma). L’evento, coordinato dallo scrittore Guido Conti, avrà inizio a partire dalle 10,30 con i saluti di Alberto Guareschi. Con il suo caratteristico stile ironico e surreale, ricco di riferimenti colti e soluzioni linguistiche originali, nei trentadue racconti che compongono il volume, divisi in cinque grandi sezioni, Roberto Barbolini mette in scena un bizzarro intreccio fra le «basse voglie» del corpo e il richiamo insopprimibile del sacro nell’epoca della sua impossibilità. Balla una danza che il lettore balla con lui, in un mood narrativo scandito per quadri onirici, dall’Emilia contemporanea collocata fra il Po e l’Appennino, fino al Far West e ritorno. Il lettore, impelagato fra san Giuseppe e il collegio di Vasco Rossi, si ritrova a volare con Buddha, incrocia Buffalo Bill, i butteri maremmani e Jack London con quel Felix Pedro che scoprì l’oro in Alaska. Infine, portato a spasso dall’autore, approda a uno sguardo inatteso sul nostro presente. Nato a Formigine (Modena) nel 1951 Roberto Barbolini ha esordito a «Il Giornale» di Indro Montanelli lavorando con Giovanni Arpino; è stato redattore culturale e critico teatrale di «Panorama» e collaborato con «QN – Quotidiano nazionale». Si è occupato di poesia erotica, di fantastico e di gialli. Ha pubblicato numerosi romanzi, saggi e raccolte di racconti, tra cui «La strada fantasma» (1991), vincitore del premio Dessì, «Stephen King contro il Gruppo 63» (1998), «Il punteggio di Vienna» (1995), «Piccola città bastardo posto» (1998), «Ricette di famiglia» (2011), «Provaci ancora Radetzky» (2012), «L’uovo di Colombo» (2014), «Nero Wolfe in via Pastrengo e altri incontri ravvicinati» (2017).
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