Zamboni: «Il mio omaggio a quell’Emilia dove la collettività viene prima»
Il volume“La Trionferà” ispirato a Cavriago diventa parte del progetto che comprende l’album “La mia patria attuale”
MARICA DI PIETRO
«Mi sono sentito come Roberto Benigni alla consegna dell’Oscar!» così esordisce Massimo Zamboni, musicista, cantautore e scrittore emiliano, rievocando la presentazione a Cavriago della sua ultima prova letteraria “La trionferà”, votata a omaggiare questa piccola Pietroburgo nostrana, simbolo dell’Emilia rossa del secolo breve. La nuova uscita pubblicata da Einaudi il mese scorso per l’ex chitarrista dei CCCP e dei CSI non è che il preludio delle narrazioni musicali del disco “La mia patria attuale”, previsto per l’autunno prossimo.
Sarà stata una coincidenza?
«Mi viene difficile una programmazione così puntuale – rivela Massimo Zamboni - se pensiamo che quest’anno decorre anche il centenario dalla fondazione del PCI. Non poteva esserci una ricorrenza più attinente».
Al di là della vena comunista, come dialogano libro e disco?
«Il pensiero di fondo è uno solo: mettere a confronto due appartenenze volute, cercate, subite. La piccola patria che è l’Emilia di La trionferà, la terra dei padri in cui sono nato e cresciuto, e nell’album la grande patria, dopotutto sono italiano e con questo devo fare i conti. Esiste tra i due luoghi una corrispondenza imprescindibile».
Ma quando decide di omaggiare con la scrittura la parabola di Cavriago, piccola enclave sovietica del reggiano?
«Ho approfittato della stasi dell’ultimo anno per completare un progetto di scrittura che nasce anni addietro, quando insieme a Vasco Brondi galleggiavamo su una zattera lungo il canale che da Mantova sfocia nel delta del Po. Attraversando la Pianura Padana, ho messo a fuoco la volontà di narrare le gesta ordinarie di uomini e donne che si sono spesi anima e corpo per un’ideale».
Un ideale di cui fornisce prove concrete.
«La mia narrazione vuole essere prima di tutto una testimonianza, pertanto, mi sono avvalso di archivi che potessero fornire materiale storico. Ma non mi sono accontentato e ho verificato ogni parola nei racconti della gente del luogo. Ecco perché ci sono voluti quattro anni prima che La trionferà venisse alla luce. In piazza Lenin, emblema di Cavriago, mi sono recato infinite volte».
E i cavriaghesi come hanno accolto il progetto?
« Devo dire che mi sono sentito adottato dalla comunità, i cavriaghesi hanno aperto le loro porte di casa affinché io potessi conoscere da vicino i paladini di questo secolo. Un ringraziamento va alla famiglia di Abbo, detto il “Principe”, per le rivelazioni personali, senza le quali non avrei potuto tratteggiare lo spessore di un personaggio dominante nel libro, dominato dalla storia. Una fede incommensurabile nel Partito schiacciata dal verticismo che interesserà la fazione comunista nella seconda metà del ‘900».
Come avviene questo sgretolamento delle idee più radicali?
« Tanta forza e passione investita in un ideale alto vocato alla rivoluzione si è andata disperdendo, in quanto frenato dalla burocrazia. Tuttavia, Cavriago rimane una delle terre del mito che fa sì che Reggio Emilia sia Reggio Emilia. È una piccola località che emana un richiamo fortissimo a chiunque si senta emiliano. E il tuo libro è destinato proprio agli emiliani. Sì, sebbene inizialmente l’idea era quella di un pamphlet aspro e polemico nei confronti dei traditori. In un secondo momento, ho maturato la volontà di esprimere vicinanza a chi ci ha creduto davvero a quella bandiera rossa, senza aggiungere asprezza a quanta ce n’era già. Ci sono, infatti, pagine dolorose».
Com’è stato rivivere le stragi degli anni ’60 narrandole?
«Ho preservato uno sguardo distaccato, ma è stata dura. Basti ricordare l’insurrezione a Reggio Emilia, dove hanno incontrato la morte ex partigiani per mano della stessa democrazia, altro che fascisti. Sono episodi che però vanno ricapitolati, per chi non sa cosa è accaduto davvero, e per chi non può dimenticare, perché lì c’era. Questa è storia». E Massimo Zamboni tornerà a parlare di tutti questi temi racchiusi in La trionferà a Reggio Emilia nello Spazio Gerra alle ore 18.30 con un evento gratuito in presenza».
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