A passo di danza verso il pubblico con due performance di grande fascino
Le MicroDanze proposte in presenza e in versione virtuale «Per noi ballerini occasione per lavorare in lockdowwn»
PAOLA DUCCI
Se “Meridiana”, creazione per due danzatrici (una abile e una disabile) è un gioco tra scienza e natura, tra umano e divino, tra terreno e onirico, tra suono elettronico e parola parlata, tra simmetria e asimmetria dei corpi di due danzatrici, “Kepler” catapulta gli spettatori in un micro/macro-mondo, quello di Kepler 452b, un esopianeta che orbita attorno a Kepler -452, una stella di classe G nella costellazione del Cigno, all’interno del quale i tre performer in scena si pongono la questione dell’abitare, colonizzare, sopravvivere un nuovo luogo tramite la sua danza. Meridiana e Kepler sono le due MicroDanze uscite dal genio del coreografo Diego Tortelli, create per Fondazione Nazionale della Danza/ Aterballetto, che sono andate in scena nel fine settimane, preso gli spazi di Ago-Fabbriche Culturali Modena nell’ambito della sua terza stagione di programmazione dedicata alla nuova era “Onlife” che stiamo vivendo, dove reale e virtuale si (con)fondono. «Il complesso dell’Ex Ospedale Sant’Agostino si riapre finalmente alla città – dice felice il responsabile del progetto di Ago Daniele Francesconi- la collaborazione della nostra realtà con la Fondazione Nazionale della Danza si arricchisce di molteplici significati e valori. In primis quello della valorizzazione della farmacia storica attraverso una riappropriazione artistica, con un ripensamento del luogo sia in termini reali che virtuali e in secondo luogo quello dell’utilizzo del supporto tecnologico utilizzato e sviluppato nel pieno delle sue potenzialità con molteplici funzioni tra cui quella della divulgazione dell’arte e della cultura». Le due performance, che fanno parte di un progetto più ampio denominato “MicroDanze” ideato dal direttore artistico di Aterballetto Gigi Cristoforetti, che porta la danza fuori dai suoi luoghi canonici e la renda idonea per una funzione “espositiva”, sono state fruibili dagli spettatori in due versioni: dal vivo e attraverso la realtà aumentata, grazie all’utilizzo di visori idonei che hanno permesso un’esperienza immersiva a 360 gradi che ha destato emozione e stupore in chi ha vissuto entrambe le esperienze. “Meridiana”peraltro è una coreografia site- specific, studiata appositamente per essere ospitata all’interno della Farmacia dell’Ex Ospedale. «Una grande opportunità lavorativa che ha permesso a noi danzatori di continuare a lavorare anche durante il lockdown della cultura- conclude Sandra Salietti, danzatrice di Aterballetto impegnata nella performance Kepler - e una nuova modalità di ricerca di vivere la nostra arte a stretto contatto con gli spettatori che ci vedono prima dal vivo e poi attraverso la realtà aumentata». —
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