Gazzetta di Modena

la mostra  

La Videoarte in via Carteria nasce sulle montagne russe

Michele Fuoco
La Videoarte in via Carteria nasce sulle montagne russe

L’opera della giovane artista americana Claire Hentschker  nata dda video amatoriali viene proposta sul video wall della galleria Metronom

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Michele Fuoco

In via Carteria l’arte è possibile vederla in strada. E al civico 10 è in proiezione, fino al 14 giugno, sul video wall della galleria Metronom, l’opera video dell’artista americana Claire Hentschker, dal titolo “Ghostcoaster Reconstruction”. L’opera nasce dalla rielaborazione digitale di numerosi filmati amatoriali girati sulle montagne russe “Star Jet” nel paese natale della giovane artista visiva, originaria del New Jersey. Hentschker si appropria di questi video per ricostruire l’esperienza di qualcosa che non esiste più: l’attrazione infatti è andata distrutta durante l’uragano Sandy nel 2012 e i suoi detriti hanno galleggiato per giorni in mare. La tragedia ha catturato l’attenzione dei telegiornali e per giorni le immagini della pista in rovina hanno occupato le televisioni americane.

Dopo una sequenza di video girati con il cellulare, quando l’attrazione era ancora in funzione, e immagini di repertorio dei servizi televisivi che raccontavano le conseguenze dell’uragano, inizia il viaggio onirico dell’artista sulle montagne russe Star Jet. L’artista ricostruisce a partire da materiale d’archivio un viaggio su “Star Jet” in un’atmosfera che somiglia molto alle ambientazioni dei videogiochi di guerra, anche grazie alla visione frontale con cui il video è costruito e l’atmosfera post-apocalittica creata dall’ambientazione, dall’assenza di altri personaggi o figure umane. “Per estrarre i singoli fotogrammi dai video pre-uragano su YouTube e creare un modello 3D digitale ho usato – dice l’artista - una tecnica che si chiama fotogrammetria. Sono riuscita a estrarre informazioni relative alla posizione della videocamera per il modello, così da poter osservare come questa si muoveva nello spazio al momento delle riprese del video originale. Ho messo insieme tutti questi frammenti per creare una prospettiva video digitale di una corsa sulle montagne russe che non esistono più: ci sono parti mancanti, pezzi piuttosto strani, è un promemoria costante che si tratta di un simulacro e che non potrà mai restituire l’esperienza reale. E’ un disegno molto dettagliato di cosa manca”. Hentschker riflette sul fatto che cercare di estrarre qualcosa di fisico da qualcosa che è stato trasferito alla virtualità dopo il suo accadere, come una cattedrale (l’incendio di Notre-Dame a Parigi, o un concerto) ci fa rendere conto in maniera dolorosa che questi oggetti mediali sono diventati anche loro parte del passato. I mondi virtuali non sono risparmiati dal tempo e anche se gli oggetti possono essere più facilmente fruibili o modificabili. Se archiviati in digitale comunque invecchieranno e potranno solo mostrare ciò che erano un tempo. Ghostcoaster Reconstruction fa parte di una rassegna di video arte a cura di Martina Cavalli dal titolo “Digital Deviations,” terza edizione del progetto annuale Digital Video Wall, strutturato a capitoli tematici, volto a promuovere la diffusione e la sperimentazione dell’arte digitale. Seguiranno, per un mese ciascuno, nel 2021, gli artisti Hannah Neckel, Pleun Gremmen e Tamiko Thiel. “La proiezione rivolta all’esterno dei locali per 24 ore costituisce – spiega la curatrice - un intervento urbano a tutti gli effetti: una vetrina, quindi luogo dedicato, che diventa anche un modo per ridisegnare e cambiare l’immagine della strada, attraverso i contenuti proposti”. —



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