Gazzetta di Modena

LA MOSTRA 

In Redecocca il ritorno dei modenesi

Michele Fuoco
In Redecocca il ritorno dei modenesi

Tra gli artisti che espongono Semprebon, Morselli, Vecchiati,  Bortolocci, Cavani, Vanni,  Cavallari, Masinelli e Pradelli.  Aperta fino al 26 giugno

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Michele Fuoco

“Maestri modenesi, dal 1900 al 2000. Atto terzo” per la mostra, fino al 26 giugno (dal mercoledì al sabato 16.30 – 19, alla Redecocca Art Gallery. Una rassegna fortemente voluta dalla presidente dell’Associazione Giuseppina Pradelli, per cercare di dare un segno tangibile della cultura figurativa del territorio e come richiamo a frequentare dal vivo le gallerie. Diversi i nomi noti a livello nazionale, con opere anche inedite o poco conosciute, provenenti da collezionisti, soci e amici degli Artisti della Redecocca. La figura femminile vive nei dipinti anche di grandi dimensioni, come quello di Alberto Cavallari. Ad acquarello è il ritratto di ragazza di Gianni Cavani, maestro della pittura ad acqua, formatosi all’Istituto Venturi sotto la guida di Arcangelo Salvarani. Al nudo di giovincella di Franco Cavicchioni si aggiungono una creatura dal candido volto di Ermanno Vanni, la sirena e la fanciulla seduta che Enrico Pradelli ha realizzato a gouache. Malinconico è il Pulcinella chitarrista di Tato Bortolucci, espressivi i fumatori del naif Alfredo Motti. Scenografici i bagnanti sugli scogli (grafite) di Sandro Pipino, e il venditore di caldarroste di Inigio Pagliani, a cui si deve il ritratto di ragazzo. Anche le nature morte diventano, nella limpidezza d’immagine, oggetto d’indagine pittorica: da zucca e ramaioli di Walter Morselli, a peperoni, cipolle e melanzane di Bruno Semprebon; dal vaso di fiori di Leo Masinelli alla moka con tazzine di Azio Bisi; dai vasi di frutta di Alfonso Levoni al tavolo con bottiglia, bicchiere e cesto di vimini di Vittorio Scheda. Il paesaggio esalta luoghi abitati, la natura e il mare, con il borgo di Manarola di Nereo Annovi, un canale veneziano di Romano Bulgarelli, uno scorcio del borgo fioranese di Sasso di Luciano Ossetti, il paesaggio del chiarista Tino Pelloni, quelli campestri di Gino Moscardini, Bruno Andreotti, Arrigo Monzani e Scheda, una veduta del Tamigi con il Tower Bridge di Pompeo Vercchiati, autore anche di una composizione astratta. Astratte sono pure le “radici” di Ezio Bellei.

Degli Amici dell’Arte fa parte Biagio Gerundio, salernitano, dipendente della Ferrari a Maranello, che presenta i suoi lavori nella Hall dell’Hotel Lux. —

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