I ragazzi del Venturi creano opere d’arte dando forma alla musica del ’900
I lavori presentati in occasione della conferenza di Agnoletto sul progetto G124 di Renzo Piano per il parco XXII Aprile
andrea marcheselli
Sono i modellini tridimensionali che traducono in arte plastica composizioni musicali del ‘900, realizzati dai ragazzi dei corsi di Design dell’arredamento e di Architettura e ambiente dell’IISA Venturi, i primi protagonisti di “Musica in forma”, il progetto che il Liceo artistico modenese ha realizzato con l’Istituto musicale Vecchi Tonelli e l’Ordine degli Architetti e che verrà presentato domani dalle 16,30 (solo su prenotazione) nella sede di via dei Servi, nell’occasione di una conferenza di Matteo Agnoletto, l’architetto coordinatore di “G124. Renzo Piano: un progetto per il Parco XXII Aprile di Modena”.
Una curiosa quanto feconda sinergia ha fruttato tredici creazioni nate con l’obiettivo di tradurre in forma plastica composizioni sonore che raramente appartengono al background giovanile; si sa, peraltro, come la musica rimanga una sorta di cenerentola nel contesto formativo italiano.
Il tentativo di «aprire un canale di comunicazione tra il mondo impalpabile dei suoni e quello tangibile dei materiali, scoprendo insospettabili affinità compositive tra le diverse arti», ideato da Carlida Steffan del Vecchi Tonelli, si è allora concretizzato in una serie di oggetti sorprendenti per l’efficacia con la quale hanno saputo cogliere ritmo, intensità, timbro sonoro delle composizioni di Alban Berg, Igor Stravinskij, Anton Webern, Gyorgy Ligeti, Charles Ives e Benjamin Britten. Domani sarà l’occasione praticamente unica di presentazione all’esterno di questi lavori realizzati dopo una serie di lezioni frontali introduttive, ma soprattutto in seguito al confronto dei giovani del Venturi con i brani selezionati dagli studenti del biennio di Didattica della Musica del Vecchi Tonelli. L’evento consentirà peraltro di assistere anche alla presentazione del “G124”, un “regalo” di Renzo Piano alla città di Modena. «Ogni anno il gruppo di ricerca G124, finanziato da Piano destinandogli il proprio compenso come senatore a vita, lavora su una diversa città» ci ha spiegato Agnoletto, dell’Università di Bologna, individuata per il coordinamento del progetto. «Nel 2020, con necessario prolungamento, ovviamente, per la pandemia, nel 2021, è stato il turno di Modena; in particolare, l’attenzione di Renzo Piano si è rivolta verso il Parco XXII Aprile, dove abbiamo già piantato cento alberi offerti dalla Bper per creare un piccolo bosco insieme allo scienziato di livello mondiale Stefano Mancuso; poi abbiamo già realizzato una scultura di Edoardo Tresoldi, grazie a un contributo di Unipol; ora con Esselunga andremo a costruire un padiglione in legno che diverrà uno spazio destinato principalmente a concerti e quant'altro di interesse musicale. L’idea è che la sinergia tra arte, musica e natura crei nel parco degli spazi aperti all’interno dei quali sviluppare proprio quel linguaggio universale che è, per l'appunto, la musica. Il padiglione, interamente ecosostenibile in legno, potrà poi essere utilizzato anche dalla Fondazione CEIS per distribuire pasti ai bisognosi; e non è secondario il fatto che al progetto potranno lavorare con Renzo Piano quattro giovani laureati, fra i quali una carpigiana: un’occasione, credo, per loro oltremodo eccezionale».
«Già ad inizio 2020 era stato scelto il Parco XXII Aprile perché Piano ne aveva individuato le potenzialità quale luogo di incontro tra diverse etnie - ha poi aggiunto Agnoletto - con la musica che, per la sua valenza di universalità, si fa strumento che possa consentire un dialogo veramente interculturale fra i diversi popoli».
Ma non finisce qui. «Nel contempo, Piano è da sempre vicino al mondo musicale, grande progettista, come è, di straordinari spazi musicali come l'Auditorium di Roma, quello di Parma, ed altri in tutto il mondo. - conclude Agnoletto - L'evento di domani ci permetterà di raccontare qualcosa di sicuramente inedito, sia per quanto riguarda il progetto modenese di G124 che quello più specifico che ha creato un contatto fra le realtà della formazione artistica, quella musicale e l'ambiente dell'architettura, in virtù del modo tutto particolare scelto da Piano per assolvere alla funzione politica che gli è stata conferita». —
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