Gazzetta di Modena

Club La Meridiana di Casinalbo  

Seduzione e mistero per “Divine creature”

Michele Fuoco
Seduzione e mistero per “Divine creature”

Un intrigante percorso dal Cinquecento ad oggi con opere  di 26 allievi dell’Atelier ispirate ai capolavori del passato 

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Michele Fuoco

Si celebra la donna nella mostra “Divine creature”aperta, fino all’11 luglio (dalle 10 alle 19), al Club La Meridiana di Casinalbo. Una rassegna curiosa che pone in primo piano la figura femminile interpretata, con riferimenti a capolavori di maestri del passato, da 24 allieve e due allievi che hanno frequentato e frequentano L’Atelier, centro di formazione dove il maestro Daniele Poltronieri da anni insegna le tecniche dei grandi autori del passato. La donna è vista nella sua bellezza, nel suo fascino, nella tenerezza di madre, ma pure nella sua sensualità, nella capacità di affrontare lavori quotidiani. Il percorso va dal Rinascimento ai giorni nostri, con figure di santità, ma anche di nudità. Le opere sono state realizzate da Sara Benetti, Costanza Bellini, Riccardo Bizzarri, Elena Bleizer, Milvia Borella, Nataly Bobak, Mariangela Brandoli, Sandra Bussoli, Giordana Campani, Patrizia Cavazzuti, Brunella Federzoni, Annachiara Gome, Vilma Gherardini, Carla Grillenzoni, Valerio Michelini, Laura Oliva, Antonella Pozzetti, Silvia Prini, Simona Scopece, Giulia Severi, Olga Shaldina, Olga Sofritti, Eleonora Trota Marisa Zanini. Alcuni dipinti recano la firma anche del maestro Poltronieri e della curatrice della mostra Mara Calzolari.

La mostra è strutturata in cinque sezioni e riconoscibili i maestri del passato ai quali gli allievi-artisti hanno guardato con ammirazione. Nella prima sezione si trovano le Madonne di Raffaello oltre alle notissime “Fornarina” e “La velata”, come tema affrontato dagli allievi lo scorso anno, durante il corso, in occasione dei 500 anni dalla morte (1520-2020) del genio di Urbino. Tutti i quadri a tema Raffaello sono visibili sul sito www.atelierformazione.art. Le opere del “Periodo dorato” di Gustav Klimt, punto centrale dell’arte viennese, sono nella seconda sezione. Si tratta di dipinti ricchi di simbolismi, come ”Il Bacio” e il ”Ritratto di Adele Bloch- Bauer“ . “Klimt riunì – sostiene la Calzolari - le differenti tendenze dello stile liberty internazionale e creò una sintesi di figure ed ornamenti che lascia all'osservatore un'impressione particolare, seducente e lussuosa. E’ una tecnica pittorica complessa che ho studiato e in seguito insegnato a chi ha frequentato il corso. Vengono utilizzati colori acrilici metallizzati, pittura a olio per gli incarnati, colori speciali per i rilievi e infine applicazione di foglia d’oro e d’argento. La terza sezione è tutta per i pittori dell’Ottocento. Ecco allora le copie da opere di Joaquín Sorolla, noto per la fedeltà allo “luminismo“ postimpressionista; degli italiani Giuseppe De Nittis, Giovanni Boldini, Vittorio Matteo Corcos, ritenuti gli interpreti più importanti della Belle Époque, per la capacità di penetrare nell’intimo, negli sguardi di creature dal misterioso magnetismo. Inoltre due copie da Tamara De Lempicka e altrettante dall’inglese John William Waterhouse, considerato un “Preraffaellita moderno“. Non è stato dimenticato il pittore modenese Gaetano Bellei riconosciuto tra i maggiori artisti internazionali, dediti alla pittura di genere. E’ tutta per il pittore svedese Anders Zorn la quarta sezione. Speciale la sua tavolozza cromatica di quattro colori (ocra gialla, rosso scarlatto, nero avorio e bianco di titanio) per realizzare i quadri in cui rielabora la luminosità e la verità visiva dell'impressionismo. Gli stessi allievi dell’Atelier hanno sperimentato le difficoltà nel dipingere con la sua tecnica. La mostra si conclude con la quinta sezione dedicata allo studio della pittura giapponese. La pittura, praticata da dilettanti e professionisti, è l'espressione artistica preferita in Giappone. “Ancora oggi, come nei tempi antichi, i giapponesi - evidenzia la curatrice - scrivono con un pennello piuttosto che con una penna e la loro familiarità con le tecniche di utilizzo del pennello li ha resi particolarmente sensibili ai valori estetici della pittura. Con l'aumento della cultura popolare, lo stile delle xilografie divenne una forma d'arte importante e le sue tecniche furono perfezionate per produrre stampe colorate di ogni argomento, dalle notizie quotidiane ai libri scolastici. E’ quanto insegniamo nell’Atelier”.



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