Gazzetta di Modena

IL PERSONAGGIO 

Annecchini lancia il nuovo singolo «I miei tatuaggi contro i pregiudizi»

Nicola Calicchio

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Nicola Calicchio

SASSUOLO. Dopo il successo di “Gerbere in dicembre”, terzo estratto dall’album “Apri gli occhi", nuovo singolo per Andrea Annecchini, in radio e negli stores dal 2 luglio. Si tratta di“Tatuaggi”, brano scritto dallo stesso cantautore sassolese con il Maestro Giancarlo Prandelli (GNE Records), una canzone pop rock indie, ironica ma con un significato pungente, accompagnata da un simpatico video. «Cercavo una sonorità fresca, ritmicamente allegra e spontanea spiega Annecchini - Questo brano è nato proprio nella spontaneità, dalla ricerca di questo mood, dal guardarmi intorno e vedere un mondo di colori, tatuaggi e persone alla continua ricerca di cambiare aspetto. “Tatuaggi” vuol essere un’esortazione a non giudicare dall’aspetto, a non lasciarsi andare a pregiudizi, soprattutto in un momento di difficoltà quale è quello attuale, in cui la distanza sembra essere diventata una abitudine. Il culto, quasi ossessivo, dell’apparenza, ci porta oggi a trasformare sempre più la parte esteriore di noi stessi; in tal modo finiamo per comunicare con la forma, più che con la nostra essenza».

“Tatuaggi” esprime il bisogno di sentire ciò che all’apparenza sembra nascosto, ?

«Un tatuaggio non dirà mai chi sei in modo definito e univoco, ma potrà colorare e riempire un’esigenza anche solo momentanea, che in realtà cela un più profondo perché. Il tatuaggio diviene, quindi, una forma di espressione della propria identità, la ricerca della propria unicità. Da simbolo di trasgressione, rappresenta nel mio brano uno spunto per prendere le distanze dall’abitudine diffusa di esprimere giudizi (o meglio pregiudizi) verso gli altri: verso chi è tatuato, ma anche verso chi non lo è, verso chi è in qualche modo diverso da noi nell’aspetto».

Raccontaci l’esperienza del video.

«La realizzazione è stata affidata a Carlo Neviani. E stato simpatico girare in uno studio di tatuatori. Un'esperienza nuova, sicuramente dopo averla provata la voglia di farsi un tatuaggio aumenta: tutti quei disegni, quelle forme, quei colori ispirano a disegnare e disegnarsi senza dubbio. Poi lavorare con professionisti è sempre magico, preciso e affidabile. Finito di girare resto sempre con la voglia di vedere il prodotto finito, il montaggio realizzato».

Viene spontaneo chiedere: hai qualche tatuaggio?

«Paradossalmente non ho tatuaggi, non ho mai contemplato la possibilità di farne uno fino ad ora. Ne farei uno, ma non trovo mai l’ispirazione giusta nel decidere cosa realmente tatuare. La mia anima viaggia a velocità che la mente non controlla, spesso il mio essere cosi sognatore, cosi utopico e creativo, spinge la mia mente a provare tutto ciò che la vita sa darmi ma non si sofferma, a tal ragione non riesco a decidere ancora l’immagine giusta da fermare sulla pelle».

Tu sei abruzzese ma vivi a Sassuolo. Come mai?

«Sono nato in una terra che mi ha dato tanto, la terra d'Abruzzo ricca di natura e fonte di ispirazione, ma al destino non si comanda. Sono partito una decina di anni fa verso l'Emilia Romagna a cercare fortuna, a cercare una mia dimensione artistica. Adesso l'ho trovata e vivo quotidianamente dell'emozione che la musica riesce ancora a darmi in una società che corre, troppo». —

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