Nada: «Vi porto tra la musica che amo con un concerto per voce e chitarra»
Una grande interprete e autrice italiana domani sera in concerto al Vibra
INTERVISTA
PAOLA DUCCI
Una serata di eccezione quella che si prospetta per domani sera presso la #zonalibera del Giardino del Vibra di Modena alle 21,30. La celebre cantautrice Nada sarà protagonista del Festival Mundus 2021, per un evento organizzato da Ater Fondazione in collaborazione con Circolo Culturale Left-Vibra. Nada Melanima, nota semplicemente come Nada, è un’icona, ma soprattutto è una delle artiste più particolari e ricercate del panorama della musica d'autore italiana. La sua musica, fatta anche di successi che le sono valsi premi importanti della critica, vale la pena di scoprirla, anche e soprattutto dal vivo.
Nada ci parla del concerto che presenterà qui a Modena?
«Al di là che per me è sempre estremamente difficile raccontare un mio concerto perché so che ogni volta è diverso a seconda della situazione in cui mi troverò, domani sera a Modena sarò in duo accompagnata dal talentuoso chitarrista della scuola jazz/blues senese Andrea Mucciarelli. Il concerto riprende quello che era il “Nada Trio”, un progetto nato nel 1994 con la collaborazione di Fausto Mesolella e Ferruccio Spinetti, chitarra e contrabbasso degli Avion Travel. Dalla nostra unione era nato un disco che ottenne innumerevoli apprezzamenti seguiti da molti concerti in Italia e in Europa. Il progetto venne anche documentato da un Cd dal titolo “Nada Trio” che vinse tra gli altri il Premio Tenco ed il premio Musicultura di Recanati. Dopo anni di concerti siamo tornati in studio nel 2017 e abbiamo registrato insieme un nuovo album “Nada Trio: La Posa”, ma proprio alla fine delle registrazioni scomparve improvvisamente Fausto Mesolella».
Un momento di dolore immenso per lei.
«Si, terribile. A Mesorella mi legava una profonda amicizia, un’intesa musicale perfetta, insomma 25 anni di vita insieme. Comunque, in questo concerto in duo con il bravissimo chitarrista Andrea Mucciarelli, appunto, riproponiamo buona parte di questi due lavori musicali facendo ascoltare al pubblico brani come “Il porto di Livorno” (di Piero Ciampi), la popolare “Ma che freddo fa”, grandi successi come “Amore disperato”, “Il cuore è uno zingaro”, “Ti stringerò” e classici della tradizione popolare come “Maremma e Malachianta”, fino alle canzoni di oggi in cui oltre ad essere interprete sono stata anche autrice».
È felice di riprendere a cantare dal vivo? Molto, mi mancava.
«Certo le modalità sono cambiate, ci troviamo davanti ad un pubblico distanziato, con le mascherine. Ma l’importante è ripartire perché non è stato facile sopravvivere a questi due anni».
A proposito, come li ha vissuti?
«All’inizio non mi ero ben resa conto di quello che stava accadendo. Ho pensato che fosse uno stop temporaneo e limitato. Mi sono messa tranquilla, ho approfittato per fare quelle cose semplici che non faccio mai e mi sono anche riposata. Poi però mano a mano che il tempo passava e la situazione si complicava ho iniziato ad avvertire un grande peso. Il vero dramma è arrivato in autunno. Ho iniziato a sentire dentro di me la grande fatica di accettare una situazione così pazzesca e dolorosa. Ora pare si sia sulla via di un ritorno ad una sorta di normalità, o meglio ad una normalità, perché è inutile, il mondo è cambiato e noi con lui».
Ha comunque continuato a creare nel frattempo?
«Assolutamente si. Non so stare ferma. Anzi, devo dire che il fatto di essere in casa da sola mi ha reso molto concentrata e produttiva, Ho lavorato al nuovo album che uscirà l’anno prossimo e che non appena sarà possibile andrò a registrare in Inghilterra. Avrei dovuto partire già questa primavera ma per le note ragioni non è stato possibile. Abbiamo così rimandato in novembre, nella speranza che non si complichi ulteriormente la situazione. Poi c’è un’altra novità: ho iniziato a scrivere un nuovo libro».
La pandemia ha aperto una riflessione sulla condizione degli artisti dimostrandone le immense fragilità. Lei crede che qualcosa cambierà in meglio?
«Lo spero, me lo auguro ma ho davvero poca fiducia. In Italia i cambiamenti hanno un processo lento che spesso si arena. Inutile negarcelo, il nostro è un paese da risistemare su troppi fronti, tra cui il nostro. Intanto bisognerebbe cominciare ad equiparare i lavoratori dello spettacolo agli altri. Ancora c’è la mentalità che il lavoro dell’artista non sia “serio” e che con “la cultura non si mangia” per citare frasi note… Che dire, incrociamo le dita e speriamo ma intanto facciamo musica e creiamo bellezza!».
I biglietti per lo spettacolo sono in vendita sul circuito www.vivaticket.com e all’ingresso la sera stessa.
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