Si legge “Il Copista” Due serate dedicate all’opera di Santagata che svela il Petrarca
Domani e martedì l’appuntamento del Poesia Festival Il testo affidato a quattro attori con intermezzi musicali
Elena Pelloni
Il Poesia Festival dedica le giornate di domani e martedì a Francesco Petrarca e lo fa attraverso il prezioso racconto "Il Copista. Un venerdì di Francesco Petrarca" lasciato dall’intellettuale di Zocca Marco Santagata. Venuto a mancare soltanto pochi mesi fa, Santagata è stato uno dei massimi studiosi di letteratura italiana e uno dei più apprezzati conoscitori, a livello mondiale, delle opere di Dante e Petrarca. Questa due giorni, in Piazza dei Contrari a Vignola, sarà così dedicata alla lettura integrale del suo racconto “Il copista”, nell’ambito dell’iniziativa “Petrarca, l'amore, la poesia", divenuto ormai un appuntamento irrinunciabile per il Festival.
«È stato lo stesso Marco Santagata a voler inserire questa rubrica dedicata a Petrarca all’interno del Poesia Festival – afferma Roberto Alperoli, tra i promotori della manifestazione – Era il 2017 quando riflettemmo sul fatto che mentre a Dante erano dedicate numerose manifestazioni, a Petrarca, vero fondatore della lirica moderna, mancasse il giusto spazio. “Petrarca, l'amore, la poesia" va quindi in questa direzione e per quest’anno abbiamo scelto di leggere integralmente il testo di Marco dedicato al grande poeta, proprio nelle due giornate che ne ricordano la nascita e la morte».
“Il copista” rappresenta soltanto una minima parte del corposo patrimonio culturale lasciato da Marco Santagata.
«Marco ha lasciato soprattutto la sua grande umanità. Se dovessi dire cosa ci ha tolto, più di tutto, la sua morte, non avrei esitazioni nell’affermare che a mancare è soprattutto la sua persona, più che la sua opera. Santagata era, ed è tuttora, un nome importante della critica letteraria dei grandi poeti trecenteschi. Ma questo non lo ha mai reso distante o inarrivabile. Collaborare con lui, nelle diverse iniziative che sono sorte nel tempo, era innanzitutto piacevole dal punto di vista umano. Ecco, questo è il grande patrimonio intellettuale che ci ha lasciato: la gentilezza e la disponibilità. Far leggere il suo racconto è un modo per farlo stare ancora con noi».
Come saranno strutturate le giornate di domani e martedì?
«"Il Copista. Un venerdì di Francesco Petrarca" è un lungo racconto che può essere letto in due serate. Abbiamo così deciso di farlo leggere integralmente. E si tratta di una decisione che manifesta, di nuovo, l’eccezionalità e la grandezza del suo autore. È raro, infatti, che testi di questo tipo vengano letti in modo integrale nelle piazze. Eppure, pensiamo che sia assolutamente piacevole e interessante. Soprattutto perché a leggere saranno quattro attori di caratura nazionale: Diana Manea, Andrea Santonastaso, Elena Bucci e Claudio Calafiore. Il racconto verrà diviso in due parti, ciascuna per ogni serata. Ad accompagnare la lettura ci saranno piccoli interventi musicali promossi, di nuovo, da gradi artisti. La lettura acquisirà dunque una dimensione spettacolare, senza perdere di profondità».
Nella sua storia ventennale il Poesia Festival ha girato piazze, scuole, luoghi di aggregazione. Si può dire che, anche grazie a questi tipi di eventi, il nostro territorio è ora più fertile e permeabile per linguaggi artistici.
«Non solo il Festival, ma anche altri eventi hanno fatto sì che tutta la provincia di Modena famigliarizzasse con la poesia. Penso al concorso “Un giovane poeta a Castelvetro” che coinvolge una settantina di classi delle medie inferiori in tutto il territorio. Questo lavoro strutturale e capillare sul linguaggio poetico ha prodotto un’amicizia e una consuetudine nei confronti della poesia. A mio parere, molti più ragazzi oggi si sentono spronati a scrivere, perché sentono che esiste un pubblico per la poesia. Certo, in Italia non siamo attenti come in altri Paesi a quest’arte, ma in questo territorio il pubblico si è lasciato coinvolgere, in tutte le fasce d’età. Molti ragazzi oggi scrivono. E la cosa più interessante è che questi giovani autori hanno un rapporto consapevole e non episodico con la poesia. Scrivono con qualità, non per caso. Noi ne conosciamo diversi ed è per questo che molti di loro sono direttamente coinvolti nel Festival o hanno dato vita ad altre iniziative». —
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